Economia
Editoriali •
La concorrenza sui distributori non è sleale
Eni, Ip e Q8. Il price cap crea distorsioni ma la concorrenza porta innovazioni. Scenari
30 SET 26

Foto Ansa
Il price cap annunciato da Eni, a cui si sono accodate Ip e Q8, ha suscitato le comprensibili ire dei gestori indipendenti: dovendo acquistare il carburante sui mercati all’ingrosso dove non è prevista alcuna agevolazione, si trovano impossibilitati a pareggiare i prezzi delle imprese verticalmente integrate. Hanno ragione a dire che c’è un fondo di ingiustizia in questa situazione; ma a volte è la vita stessa a essere ingiusta. Le cosiddette pompe bianche, negli anni scorsi, hanno svolto un ruolo fondamentale nello smuovere la foresta di pietra della distribuzione dei carburanti. Entrando sul mercato, hanno rotto equilibri consolidati e aggredito una rendita pluridecennale: tant’è che i prezzi italiani, che storicamente erano superiori alla media europea anche al netto delle tasse, adesso sono invece inferiori se si esclude la componente fiscale. Oggi si trovano spiazzati perché, se scendessero ai livelli del price cap Eni, finirebbero per operare in perdita senza poter compensare con profitti in altre fasi della filiera. Ma questo non significa che siano condannati, anzi.
La concorrenza non è solo prezzo: è anche innovazione e servizio. Ed è probabile che la nuova congiuntura aprirà scenari potenzialmente nuovi. I giornali di ieri mostravano l’assalto alle stazioni Eni, con lunghe code per fare il pieno e riserve esaurite. Ciò suggerisce che accanto a quei clienti per cui il risparmio vale più del tempo impiegato nell’attesa o nella ricerca di una stazione ancora operativa, ve ne sono altri disposti a spendere un po’ di più per saltare la coda. In un certo senso, l’operazione messa in atto da Eni, Ip e Q8 divarica il mercato in due: quelli che danno più valore al tempo e quelli che prediligono minimizzare la spesa. La concorrenza richiede inventiva e dinamismo; quasi mai è gentile con chi non coglie i cambiamenti o non riesce a tenere il passo. L’iniziativa del price cap volontario sui listini è la risposta a una congiuntura straordinaria: anche i gestori indipendenti devono capirne le ragioni e, se non possono battere le multinazionali sul loro stesso terreno, cercare un diverso angolo di competitività.