Economia
dal benzinaio •
Entrano in vigore i prezzi fissi di Eni e Ip, tra le proteste dei piccoli gestori
Al via da oggi il price cap su diesel e benzina dei due marchi. Meloni: "Segnale importante di attenzione alle famiglie italiane". Ma la Federazione italiana dei gestori valuta un ricorso all'Antitrust per concorrenza sleale

Foto ANSA
Inizia oggi il periodo di 30 giorni di prezzo fisso dei carburanti (2,19 euro per il gasolio e 1,99 per la benzina, circa 17 centesimi in meno rispetto ai livelli medi attuali) implementato da Eni, con la possibilità di estensione sino a fine anno. L’azienda ha definito l’iniziativa “un nuovo contributo di solidarietà al paese, ai consumatori e alla propria clientela”, ricevendo i ringraziamenti di Palazzo Chigi per il “lodevole atto di attenzione all'Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane”.
Alla decisione di Eni ha fatto eco Socar, la società statale azera che lo scorso maggio ha finalizzato l'acquisizione di Ip dal Gruppo Api. Ieri l’azienda energetica ha fissato un limite ai prezzi di vendita dei carburanti per “rafforzare il nostro impegno nei confronti dell'Italia”, e annunciato che “saranno studiate le modalità più efficaci per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip”. L’annuncio è stato accolto positivamente da Giorgia Meloni, che con un post su X ha ringraziato il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev, “per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione”, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf.
Anche il vicepremier Antonio Tajani ha espresso la propria soddisfazione per il price cap, affermando un’intervista al Messaggero che "vince la linea di Forza Italia: nessuna tassa sugli extra profitti, ma il coinvolgimento delle compagnie petrolifere che possono dare un contributo sostanzioso per aiutare le famiglie e le imprese a liberarsi dal fardello del caro benzina e del caro gasolio” e “adesso mi auguro che anche tutte le altre società che si occupano di petrolio possano seguire l'esempio”.
Per affrontare strutturalmente l'emergenza energetica e la corsa dei prezzi, il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e il ministro delle Imprese Adolfo Urso hanno convocato per giovedì 8 ottobre le società operanti nel settore della raffinazione e della produzione di beni e prodotti derivati. Urso in un'intervista a Qn ha spiegato che “se l'intervento di Eni e Ip avrà significativi riscontri nel calmierare i prezzi dei carburanti, faremo solo interventi mirati, come sull'autotrasporto”. Secondo i calcoli dell'Adusbef, associazione di tutela dei consumatori, il tetto massimo ai prezzi fissato da Eni determinerà un risparmio medio di 9,35 euro su un pieno di gasolio e 8,45 su un pieno di benzina.
L’iniziativa di Eni e Ip ha però suscitato proteste da parte dei benzinai della Figisc, la federazione dei gestori di impianti di rifornimento aderente a Confcommercio. Secondo l’ente, il price cap adottato dalle due aziende potrebbe costituire concorrenza sleale in quanto un’operazione di questa portata è attuabile solo per le grandi società che possiedono una filiera integrata verticalmente dall'estrazione alla distribuzione, e andrebbe quindi a tagliare fuori dal mercato i piccoli gestori. La Figisc starebbe valutando a questo proposito diverse iniziative tra cui un ricorso all’Antitrust.