Economia
Editoriali •
La guerra commerciale non è finita
Trump e Xi offrono i dettagli di un accordo sui dazi che è tutto fumo
29 SET 26

Foto Ansa
Da giorni speravamo di arrivare a un po’ di sostanza, dopo la sontuosa accoglienza che il presidente americano Donald Trump ha riservato al leader cinese Xi Jinping. E come anticipato da alcuni funzionari della Casa Bianca nei giorni scorsi, la concretezza del dialogo fra Washington e Pechino è arrivata nella giornata di ieri, ma riguarda soprattutto l’economia americana, in un momento in cui l’indice di popolarità di Trump diminuisce come mai prima e a poche settimane dalle elezioni di metà mandato – secondo l’ultimo sondaggio del Wall Street Journal, l’indice di gradimento di Trump è arrivato al 37 per cento, il più basso mai registrato per un presidente poco prima delle elezioni di medio termine nei sondaggi che conduce il quotidiano sin dall’ex presidente George H.W. Bush.
Lo Us-China Board of Trade ha annunciato ieri che 30 miliardi di esportazioni americane verso la Cina (circa il 30 per cento dell’intero export verso la Repubblica popolare) e 30 miliardi di import cinesi negli Stati Uniti avranno un trattamento tariffario più favorevole. Pechino taglierà i dazi su mais, grano, sorgo, carne, latticini, oli vegetali, oltre a pesce, legname, cosmetici e dispositivi medici. La soia, però, non è nella lista, ed è un dettaglio politicamente interessante perché è una delle grandi esportazioni agricole americane, segnale forse che Pechino vuole tenersi quella carta per continuare a negoziare. Gli Stati Uniti taglieranno i dazi su piccoli elettrodomestici, giocattoli, decorazioni natalizie, fuochi d’artificio, biancheria per la casa e seggiolini per bambini. C’è anche un impegno cinese ad acquistare 10 milioni di tonnellate di carbone americano all’anno nel 2027 e 2028, poi verrà creato un gruppo di lavoro sull’agricoltura, ma non c’è ancora una tempistica per l’applicazione delle riduzioni e l’accordo commerciale più ampio è stato sostanzialmente spostato al prossimo anno. In pratica: fuffa e promesse di dialogo. Tutto ciò che serve per guadagnare tempo, utile per l’Amministrazione Trump e per la rivincita di Xi Jinping.