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La retromarcia di Ursula sulle auto
Il ritiro delle multe alle case automobilistiche è un segnale di buonsenso che prevale sul green. La Commissione ha agito con trasparenza e ha usato un po' di intelligenza politica: un passaggio di crescita di grande rilievo
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3 MAR 25
Ultimo aggiornamento: 07:11 PM

Foto LaPresse
La spinta politica molto forte arrivata dal Ppe ha convinto Ursula von der Leyen dell’opportunità di rendere sostanzialmente inoffensive le (assurde) multe che avrebbero colpito nel 2025 i produttori di automobili non in grado di rispettare le norme europee per la transizione all’elettrico. È una ritirata della politica industriale (mischiata con quella ambientale) fatta a capocchia e con strumenti coercitivi, mentre si apre una finestra per scelte più adatte a dare un indirizzo alle grandi industrie, con i loro tempi di investimento, ricerca e produzione, e ai consumatori, cui servono orizzonti temporali stabili almeno per quella che è la vita media di un’automobile. Ha parlato molto di pragmatismo von der Leyen, con un segnale anche lessicale alla sua maggioranza mobile e ora spostata verso il centro con l’osservazione interessata e favorevole dei conservatori estranei alle destre estreme, italiani in testa (e governo italiano pronto a lodare le scelte della commissione). E von der Leyen ha citato il principio essenziale per non fare danni nelle scelte pubbliche a proposito di regolazione dei prodotti industriali destinati a grandi mercati di consumo e cioè quello della neutralità tecnologica, che prevede di trattare da adulti sia i produttori sia i consumatori, e che, nell’automobile, si tradurrà in una valutazione seria e rigorosa, e non a priori, delle possibilità di sviluppo delle motorizzazioni ibride, senza condannarle all’estinzione con un tratto di legge. La Commissione ha agito con trasparenza, mettendosi al riparo dalle accuse di aver ceduto a pressioni lobbistiche (ma qualcuno proverà certamente a intorbidire le acque) e ha usato un po’ di intelligenza politica, che potremmo definire italiana, per trattare una multa, una sanzione, non come un dogma ma come l’oggetto di possibile revisione politica. Ha ascoltato aziende e consumatori, dando a sé stessa un maggiore profilo istituzionale democratico, cioè proprio ciò della cui mancanza è spesso accusata. E’ un passaggio di crescita di grande rilievo per la politica europea.