Che errore sfidare Berlino e Washington insieme. L’anno prossimo, tutti con Draghi

“Non dichiariamo guerra, ma sulla legge di Stabilità non siamo al discount”, dice Renzi. Detto ciò, prendere di petto Bruxelles e Berlino ha senso? Un girotondo di opinioni
13 AGO 20
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Quanto al 2016, credo che Roma debba fare tutto quello che è in suo potere affinché la Banca centrale europea non cambi politica monetaria di fronte all'innalzamento dei tassi d'interesse appena deciso dalla Fed negli Stati Uniti. C'è infatti il rischio che, specie di fronte a una eventuale fuga di capitali verso l'America, dalla Germania e non solo possano venire pressioni affinché Mario Draghi riduca e metta poi fine al programma di Quantitative Easing. A noi un cambio alla pari tra euro e dollaro va benissimo. Un eventuale rialzo del costo del denaro in Europa stroncherebbe invece la ripresa e renderebbe di nuovo assai precario il finanziamento del nostro debito pubblico. Credo che su questo obiettivo sia possibile anche coagulare un’ampia maggioranza nel nostro paese. La prospettiva della bancarotta non alletta neanche gli euroscettici più radicali.
Germano Dottori è Docente di Studi Strategici presso la Luiss Guido Carli