Emiliano e Di Maio: propaganda d’acciaio

Redazione

In merito all’acciaieria Ilva il bi-ministro Luigi Di Maio e il presidente della Puglia, Michele Emiliano, uno che meriterebbe la tessera di Beppe per meriti sul campo (della propaganda), parlano di “cittadini” ma alle sorti dei cittadini di Taranto non sono davvero interessati. Di Maio ha convocato duecentocinquanta persone al ministero per parlare, per un minuto a testa, del piano ambientale dell’acciaieria senza minimamente toccare il piano industriale che è strettamente collegato. Per metterla come Marco Bentivogli, segretario dei metalmeccanici Cisl, è stato un “happening estivo” a utilità zero. Paradossalmente è proprio ArcelorMittal – cui Di Maio vorrebbe negare l’opportunità di gestire il gruppo siderurgico in seguito a una procedura di gara che il ministro ritiene errata – a proporre davvero qualcosa per i cittadini di Taranto. Non solo perché ambisce a tenere aperta l’azienda – al contrario del M5s – ma anche perché nelle migliorie proposte al piano ambientale promette di accelerare i tempi per coprire i parchi minerali (quelli che spargono le famose “polveri rosse”) oltre a controllare le emissioni, a bonificare i terreni, e a ridurre il prelievo delle acque dolci e di mare riciclandole. Non solo. Nella parte del piano “fabbrica aperta” propone visite guidate agli impianti, incontri con le comunità locali, divulgazione dei dati sulle emissioni e sui rischi sanitari. A Taranto una “fabbrica aperta”, che altrove è prassi, non si era mai vista. Aprire l’azienda ai cittadini è il primo passo utile per contrastare chi dice “no a tutto” per creare consapevolezza attraverso la conoscenza. Forse è questo che a Di Maio ed Emiliano dispiace. Perderebbero la linfa della loro propaganda: il malcontento.

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