Nuove tensioni sui titoli della galassia Agnelli. Cnh Industrial in controtendenza

Mariarosaria Marchesano

La riscossa sul mercato finanziario della galassia Agnelli, dopo il grande crollo del 25 luglio, è stato guidato ieri da Cnh Industrial, che ha guadagnato a Piazza Affari l’8 per cento grazie all’annuncio di conti molto positivi (utile triplicato) e alla partnership tecnologica con Ibm. Alla guida della multinazionale da 26 miliardi di fatturato specializzata nella produzione di veicoli agricoli e industriali, si è appena insediata la britannica Suzanne Heywood, la quale ha assunto le deleghe che erano di Sergio Marchionne. Sempre Cnh è l’unico titolo che oggi si salva dalle vendite che sono ricominciate sugli altri titoli della scuderia torinese: Fca, Ferrari ed Exor. Le azioni sono sotto pressione dopo che l’ospedale di Zurigo dove era ricoverato Marchionne ha rivelato che il manager fosse gravemente ammalato da un anno. “Non ne sapevamo nulla” hanno replicato dal gruppo automobilistico, che se fosse stato a conoscenza della notizia sarebbe stato tenuto a informarne il mercato secondo una compliance, peraltro, che negli Stati Uniti, dove sono quotati Fca, Cnh e Ferrari, è ancora più ferrea rispetto all’Italia. Per il resto, la giornata che si profila sul listino milanese e sulle altre borse europee appare poco mossa o tendente al rialzo dopo che l’accordo Juncker-Trump sui dazi ha placato i timori di una guerra commerciale e dopo che il presidente della Bce, Mario Draghi, ha sostanzialmente confermato il mantenimento di tassi stabili.

 

Bce, l’attenzione si sposta al dopo Draghi. “Continuiamo a ritenere che non avremo novità sulla politica monetaria per un periodo esteso e probabilmente fino a inizio 2019 – spiega in una nota Annamaria Grimaldi, senior economist della direzione centro studi di Intesa Sanpaolo – Le decisioni chiave sono state prese e la Bce può permettersi di viaggiare con il pilota automatico. Rimaniamo dell’idea che il Consiglio vorrà rimuovere i tassi negativi entro la fine del prossimo anno o a inizio 2020. Prevediamo almeno un rialzo dei tassi a settembre o ottobre 2019 e probabilmente un altro a dicembre del prossimo anno”. E aggiunge: “Pensiamo che l’attenzione nei prossimi mesi non sarà tanto sulle misure di politica monetaria, quanto sulla rosa di candidati che potrebbero subentrare a Draghi alla guida della Banca centrale”.

 

Economia americana in forte crescita. Sui mercati internazionali l'attenzione è concentrata, tra l’altro, sul prodotto interno lordo americano: si tratta infatti della prima lettura annua del dato e gli economisti scommettono su una crescita vicina al 4 per cento dopo il +2 per cento del primo trimestre, ma tra le previsioni c’è anche chi arriva a puntare a un +4,5 per cento. Una prospettiva che apre anche qualche riflessione sulle future politiche monetaria della Fed.

 

Appuntamento con Mediaset. Oggi la società terrà una conference con i mercati per l’esame dei risultati semestrali dalla quale ci si aspetta anche delle considerazioni sull’operazione avviata con F2i sulla partecipata delle torri di trasmissione Ei Towers. L’attenzione del mercato è concentrata sul processo di consolidamento nel settore delle infrastrutture wireless che vede coinvolti anche altre società di Piazza Affari, come Inwit. Proprio su questo tema, la diretta concorrente Rai Way ha fatto sapere che intende avere “un ruolo attivo” in questo processo.

 

Facebook, la peggiore seduta dal 2012. La tregua commerciale raggiunta da Usa e Ue non è bastata a sostenere i listini americani frenati dal tonfo storico di Facebook (-19% a 176,26 dollari). Non solo il social network non aveva mai archiviato una giornata così brutta dal momento della quotazione, nel 2012, ma nessun'azienda aveva mai mandato in fumo in un solo giorno oltre 100 miliardi di dollari di capitalizzazione a Wall Street. E così il caso Facebook ha tenuto banco per tutta la giornata di ieri, caratterizzata dalla pioggia di bocciature degli analisti. Il peggioramento sarebbe in gran parte dovuto, secondo quanto ha detto Mark Zuckeberg nel commentare i risultati, alle nuove regole sulla privacy introdotte nell'Unione europea che hanno provocato un calo degli iscritti. Ma gli investitori hanno anche la sensazione che Facebook abbia perduto parte del suo fascino iniziale visto che anche in America il numero degli iscritti non cresce, nonostante il modello di business basato sulla pubblicità stia cominciando a funzionare. Inoltre, c'è il danno alla reputazione e all'immagine subito con lo scandalo Cambridge Analytica.

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