La terror-lista di Di Maio

Redazione

Chiunque critica il governo è pericoloso per il governo? “Non possiamo fidarci di chi fa terrorismo psicologico per impedirci di cambiare”, ha detto mercoledì il vicepremier Luigi Di Maio riferendosi ai vertici di Confindustria. Gli industriali avvertivano che tra la reintroduzione delle causali per i contratti di lavoro, la limitazione dei rinnovi per i contratti a termine e le sanzioni alle delocalizzazioni, il cosiddetto dl dignità (primo provvedimento gialloverde) riduce occupazione e crescita. Molti la pensano così.

  

Il Foglio aveva sentito, tra gli altri, Pietro Ichino, Elsa Fornero, Alberto Bombassei (Brembo), Federalberghi. Lo stesso ministero del Lavoro prevede una riduzione dell’occupazione a tempo determinato per effetto del decreto, come ha detto oggi il presidente dell’Inps, Tito Boeri, in una lezione magistrale a un governo diversamente competente. Abi, Banca d’Italia, agenzie di rating hanno lanciato avvertimenti. Potremmo continuare. Per dire, il fondo di investimento BlackRock diceva che l’ambiguità sulla permanenza nell’area euro lascia spaesati gli investitori internazionali che finanziano il debito italiano. Oggi il Fondo monetario internazionale, dopo aver abbassato le stime di crescita per questo e per il prossimo anno, in un rapporto sull’Eurozona evidenzia che, in base alle aspettative generate, il nuovo governo “favorisce misure fiscali e di spesa che, se applicate in pieno, provocherebbero una significativa espansione fiscale, in contrasto con la sostenibilità del debito”. Anche il Fmi va dunque aggiunto alla lista dei “terroristi psicologici”? Forse è meglio provvedere parlando – ma non solo – di concorrenza, efficienza del pubblico e della giustizia. Anche qui potremmo continuare la lista di cose che il governo non fa e nemmeno dice.

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