Cucù, il contratto non c’è più

Niente pazzie sul deficit, rispetto degli impegni europei, fedeltà al pareggio di bilancio, riduzione della spesa. Così il ministro dell’Economia spiega come si può sterilizzare con i numeri il pericoloso contratto del cambiamento

Luciano Capone

Email:

capone@ilfoglio.it

19 Giugno 2018 alle 21:15

Cucù, il contratto non c’è più

Luigi Di Maio e Giovanni Tria (foto LaPresse)

Roma. “Il consolidamento del bilancio è condizione necessaria per mantenere la fiducia dei mercati finanziari, imprescindibile per tutelare i risparmi italiani e ottenere una crescita stabile”. Traduzione: il “contratto del cambiamento” è cambiato. Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini spara fuochi d’artificio politici e alza cortine fumogene mediatiche, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, con il suo stile pacato e rassicurante, fa la vera rivoluzione: un’inversione a U rispetto al programma economico che ha dato vita alla coalizione gialloverde e al...

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Commenti all'articolo

  • pipage1

    20 Giugno 2018 - 12:12

    Un ministro dalle idee chiarissime, finalmente, in un contesto politico facilitato dalla debolezza del vertice dell'esecutivo. che sia la volta buona??

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