Il grande inganno generazionale

Redazione

Il “Generation €uro Students’ Award” è un premio per studenti dai 16 ai 19 anni interessati all’integrazione dell’Europa. Ieri i vincitori hanno incontrato il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi in un botta e risposta libero sui rischi del protezionismo. La tipica situazione che i vincitori del 4 marzo definiscono “da eurocrati”. Il 20 marzo Draghi ha demolito il loro strumento di campagna elettorale, nel caso del M5s assieme al reddito di cittadinanza: l’abolizione della legge Fornero sulle pensioni. Per la Bce sarebbe un danno per il debito italiano e per la sostenibilità del sistema previdenziale che rischia di non avere più risorse per chi è oggi trentenne. Già nell’aprile 2016 il presidente dell’Inps Tito Boeri disse che “con l’attuale disoccupazione giovanile chi è nato nel 1980 rischia di avere la pensione a 75 anni”, chiedendo flessibilità per colmare i vuoti contributivi. Cosa avviata dalle ultime due Finanziarie. L’abolizione della Fornero e il reddito di cittadinanza vanno in direzioni opposte.

 

Il bocconiano Vincenzo Galasso definisce la prima “un delitto contro i giovani perché proprio a loro verrà presentato il conto”. Quanto al sussidio grillino, l’impatto è duplice: denari pubblici per pagare disoccupati o lavoratori in nero e zero contributi versati. In 40 anni il costo del mix salviniano-grillino è stimato in 1.400 miliardi. Itinerari previdenziali, centro studi presieduto dall’economista Alberto Brambilla rileva come non la previdenza ma l’assistenza (leggi reddito di cittadinanza) mandi in deficit l’Inps, un welfare che ricade su chi paga le tasse, cioè la minoranza visto che metà contribuenti versa tra zero e 150 euro di Irpef l’anno. Salvini ha raccolto voti tra i futuri pensionati del nord e Di Maio tra i giovani meridionali: se non è un inganno che cos’è?

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