In Spagna gli amici di Meloni hanno perso. Per sua fortuna

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
24 LUG 23
Ultimo aggiornamento: 18:47
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Giorgia Meloni è fortunata. Se avesse vinto la guerra di Spagna per lei sarebbe stato un disastro. Invece l’estro degli elettori spagnoli e la forza del Psoe e di Pedro Sanchez l’hanno liberata da quell’altra Giorgia in cui spesso tendeva a incarnarsi, quella che strillava in spagnolo con voce roca, facendo un’assurda e inutile campagna elettorale in trasferta, e tentava di organizzare una sgangherata spallata da destra alle istituzioni europee. Ma la sua fortuna sfacciata l’ha liberata anche dai retrogradi di Vox, mentre piano piano casi personali e inadeguatezze varie stanno per liberarla di altri pezzi della politica italiana che non rimpiangerà.
Tutto sembra tramare per farne una leader accettata e accettabile in Ue e per offrirle una possibilità, un’occasione. È come se una politica obiettivamente innovativa per l’Europa, come lo sarebbe una specie di liberalismo di stampo conservatore, condito da una visione, appunto, europea (e perciò potabile) del nazionalismo, le stia cadendo addosso così, regalata dagli eventi. Mentre le parti ridicole in commedia le lascia a qualche ministro e quelle grottesche a qualche esponente di partito, riuscendo sempre a non esserne intaccata. E mentre il suo iniziale abbozzo di politica mediterranea prende forma, pur a fatica e con un po’ di imbellettamento, e mentre si consolida la linea di serietà e fedeltà atlantica sull’Ucraina.
Le prove, poi, arriveranno dalle scelte di politica economica. Ma un po’ di fortuna sembra che la tuteli anche su quel fronte. Tra azione sindacale in ripresa, a stemperare e correggere le questioni sociali aperte, e imprenditori attivi nella richiesta di scambi tra fisco e migliori trattamenti economici dei lavoratori, un po’ di crescita che non guasta, la Bce a fare da incassatore di critiche e catalizzatore di lamentele, senza che la credibilità dell’Italia sui mercati internazionali ne venga troppo danneggiata. Insomma, una serie di condizioni favorevoli e però trasformative. Fortuna e nuove strade che si aprono.

Le tre "cose" principali

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