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L'affaire Giulia Sarti e il calo della fiducia nell'Italia gialloverde

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

27 Febbraio 2019 alle 17:42

L'affaire Giulia Sarti e il calo della fiducia nell'Italia gialloverde

Foto LaPresse

Potete parlare di Europa. In due modi. C'è la parte che riguarda i rapporti tra la commissione e l'Italia. E di conseguenza tra l'Italia e il mondo e tra l'Italia e gli investitori di tutto il mondo. La commissione dice di stare attenti. Lo dice agli italiani e lo dice ai non italiani. Perché la strada imboccata per i conti pubblici è pericolosa e, purtroppo, difficilmente reversibile. Provvedimenti di grande impatto sulla spesa, come quota 100 e reddito di cittadinanza, peseranno a lungo sul bilancio senza dare nulla in termini di efficienza produttiva, miglioramento del mercato del lavoro, stimolo ai consumi. Quel poco di effetto sulla spesa aggregata verrà annullato da altri aspetti del provvedimento. La commissione ricorda e certifica tutto questo, qui diranno che sono le solite previsioni sbagliate e le solite fissazioni, ma con sempre meno convinzione.

 

E poi c'è l'Europa che va avanti, proprio sulla via del miglioramento economico, con il portato, naturale, del rifiuto delle logiche sfasciste di cui la Brexit è paradigma.

 

Fiducia in calo, dice l'Istat, e vorrei ben vedere.

 

Una piccola nota, per questa e per le prossime cene. Si parli sempre di governo Salvini/Di Maio. Il suo è compatto, il leader leghista lo ha detto con chiarezza. Per lui non c'è più il centrodestra e di conseguenza c'è solo l'attuale maggioranza, alla quale dobbiamo cominciare a guardare come un'alleanza strategica e politicamente stabilizzata. È una scelta di trasparenza e di ossequio alla logica politica. E ci aiuterà, via via, a inquadrare correttamente anche ruolo e possibilità di successo degli schieramenti alternativi.

 

Ma qui tiene banco l'assoluzione, o meglio archiviazione, più incolpante della storia. Il fidanzato calunniato, l'ormai noto ex di Giulia Sarti, libero dalla pressione giudiziaria e dalle calunnie della morosa, diventa una fonte di imbarazzo vivente per il movimento dell'onestà. Lui non ha intascato, lei ha obbedito a Rocco. E la situazione si sta facendo troppo impresentabile perfino per Di Maio. Il capo politico fa circolare notizie sul suo fermo proposito di espellere la storica attivista grillina alla quale, durante la fase concitata seguita alla scoperta dei mancati bonifici non aveva esitato a far avere l'incarico molto pesante di presidente della commissione giustizia. La storia però non finirà qui e non finirà con Di Maio che si indigna. Il seguito è obbligatorio perché da ciò che i magistrati hanno ascoltato parrebbe che ci fu una denuncia falsa e che l'esortazione alla calunnia arrivò dall'uomo chiave della comunicazione e anche dell'azione politica a 5 stelle, Rocco Casalino. Insomma, Di Maio può fare il duro, benissimo, ma non può pescare dal mazzo chi salvare e chi inguaiare. Ma Casalino tenta di scaricare Sarti, dicendo che è lei a inventare la richiesta.

 

Ora, un corrotto ha una storia diversa sa chi invece denuncia un fidanzato innocente, quindi riascoltiamo volentieri e ne faremo tesoro proprio Giulia Sarti nell'interpretazione della spazzatrice di corrotti.


Vanno avanti solo gli spot televisivi con i fumetti che affermano come il reddito di cittadinanza sia una rivoluzione per il mondo del lavoro. Il resto non sta seguendo, c'è molta intendenza da far arrivare per realizzare questa rivoluzione.

 

Perché lo studio che sta girando in tutti i talk, manco fosse Di Battista quando è in fregola comunicativa, è una bufala, piena di tesi infondate.

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