Le catene dell’ioRipubblicato “Antifona” di Ayn Rand, distopia collettivista e inno alla creatività liberaPer Rand, la libertà è una cosa semplice: è la possibilità dell’uomo di realizzare se stesso, di ergersi al di sopra del conformismo massificante, di scegliere come perseguire la felicità a proprio mododiCarlo Marsonet9 NOV 24
Il raccontoLa coraggiosa autobiografia intellettuale di Cassese invita a superare i confini disciplinariIl suo libro evita il compiacimento e l’autoglorificazione e descrive attraverso la propria vicenda un pezzo di storia recente e meno recente mantenendo sempre equilibrio e distanzadiGiorgio Caravale9 NOV 24
in libreriaNon la solita critica al neoprogressismo, più religione orientale che ideologiaL’impietosa analisi di Stefano Davide Bettera nel saggio “Secondo natura”, dove non si fanno sconti a questo nuovo "millenarismo ambientalista"diGiulio Silvano9 NOV 24
In memoriaUn ricordo di Bernard Manin, studioso francese che teorizzò la“democrazia del pubblico”“Principes du gouvernement représentatif” propone una puntuale ricostruzione storica e concettuale del governo rappresentativo e ripercorre la genesi di alcuni istituti di partecipazione e di rappresentanza che oggi consideriamo, erroneamente, con una certa superficialitàdiAntonio Campati9 NOV 24
Nuova uscita“Caledonian Road” di Andrew O’Hagan, il romanzone di una Londra fatata e popolareIl protagonista, Flynn Campbell, è scozzese e della working class, ma ha lavorato bene, si è sposato benissimo e ora gode di tutti i privilegi delle chattering classes inglesi: pubblicazioni di successo, pranzi nei club del centro, ritiri campagnoli e figli lanciati in un mondo che lui si è dovuto conquistare pezzo per pezzodiCristina Marconi9 NOV 24
in libreriaSublimato o terrificante, l’inferno in una mappa intrecciata alla sua storiaIl volume colto e godibile di Matteo Al Kalak, docente di Storia moderna all’Università di Modena e Reggio Emilia, riesce nell’intento di coniugare un discorso storico e culturale attorno a uno degli elementi del cristianesimo che forse più di ogni altro hanno stimolato l’immaginazione popolarediGiacomo Giossi9 NOV 24
La mostraDal Battista a Giuditta ai contemporanei, un’icona per tempi interessanti“Perdere la testa” è il titolo suggestivo di una bella mostra inconsueta aperta da poco a Milano, interamente dedicata a questo tema iconografico: è un'occasione che dimostra quanto l’arte serva a far circolare idee e suggestioni che si attivano nel presentediMaurizio Crippa9 NOV 24
CambiamentiNon ci sono più i manoscritti di una volta. La filologia al tempo del pcLe nuove testimonianze scritte nascono già in formato digitale. Quest'evoluzione porterà al tramonto del concetto di testo base: il mondo virtuale consente la coesistenza di file in cui le versioni si affiancano invece di soppiantarsidiAntonio Gurrado9 NOV 24
In libreriaSperanze vive e altre tradite. L’antisemitismo e Israele nel libro di Fiamma NirensteinIl suo ultimo volume ripercorre la storia, l’angoscia e le speranze che contraddistinguono l’esistenza dello stato israeliano. Offrendo spunti per approfondire quanto molti credono di conoscere e, di fatto, non sannodiDaniela Santus9 NOV 24
La storiaRiscoprire Korngold con le lettere di “L’uomo che fece suonare Hollywood”Da bambino prodigio a compositore di musiche da film: la parabola artistica del compositore austriaco-statunitense emerge da un epistolario appena pubblicatodiMattia Rossi8 NOV 24
Un’istantanea datata 1961Miles Davis, John Coltrane e la New York sfavillante del grande jazzC’erano tutti: Bob Dylan e Joan Baez, la Beat generation di Kerouac e Ginsberg, Mark Rothko e pure un giovane Warhol. Il Village come Firenze nel Rinascimento. Un affresco irripetibilediMarco Bardazzi
A volte si può cambiare idea“Siamo stati iscritti al Pci”: Testa, Velardi e la politicaI due ex Pci hanno in comune un’idea non da poco, e cioè che è da imbecilli il vantare “la fedeltà alle proprie idee” di un tempo precedente, dato che mutare idee e criteri è indispensabile per capire il mondo. Un librodiGiampiero Mughini
1949-2026Addio a Carlo Petrini. Sugli obiettivi, grazie. Sugli strumenti, discuteremo ancoraSlow Food, i presidi, le lauree honoris causa, re Carlo e Papa Francesco: una vita a convincere il mondo che il cibo buono è quello giusto. Vero. Ma ogni volta che la conversazione scivolava su ogm o fitofarmaci, il perito mancato si vedevadiAntonio Pascale