Non avete letto Dracula? Nessun problema, c’è l’esperienza audio immersiva

Presentato a Venezia l'audiolibro del romanzo di Bram Stoker con voci, tra le altre, di Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli. Poca narrazione e tanti dialoghi, al Foglio parla Aurélie de Troyer, Head of International Content di Audible 

9 SET 26
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(Foto Ansa)

Venezia. "Benvenuto nei Carpazi. Vi aspetto con ansia. Riposate bene questa notte”, scrive il conte Dracula in una lettera a Jonathan Harker, l’uomo che ci permette di conoscere un personaggio che diventerà trai più celebri, uscendo fuori dal reame della letteratura. Da leggenda passa per la penna di Bram Stoker diventa poi un meme, un character riproducibile e adattabile a ogni universo o prodotto. C’è il Count Chocula, mascotte dei cereali, c’è il demenziale Dracula/Leslie Nielsen di Mel Brooks, c’è tutta l’esplosione del vampirismo come genere pop post gotico, da “Twilight” a “Vampire diaries”, ci sono i canini affilati di plastica per Halloween. In pochi, come Stoker, sono riusciti a ricavare da una figura con un’esistenza fumosa un personaggio così doppiamente eterno. E oggi, anche se tutti conoscono il conte della Transilvania, in pochi o pochissimi hanno letto il libro, destino infame che accade a figure come Don Chisciotte o alla balena bianca inseguita da Ahab. E nell’èra dell’allarme sulla fine del libro, ecco che arriva un metodo alternativo per entrare nelle pagine di Stoker: alla mostra del cinema di Venezia – non dite Festival che il presidente Buttafuoco si arrabbia! – Audible ha presentato Dracula, un adattamento audio, definito “esperienza audio immersiva con un cast corale”, tra cui Riccardo Scamarcio e Benedetta Porcaroli (nella versione inglese c’è Maggie Gyllenhaal, in quella francese Omar Sy…). “Il nostro adattamento amplifica il duello psicologico tra Dracula e Mina, permettendo agli ascoltatori di vivere la storia così come, in fondo, è sempre stata concepita: in modo intimo, claustrofobico e inquietante”, dice al Foglio Aurélie de Troyer, Head of International Content di Audible, calcando sul lato psicologico del libro del 1897. “Quando Dracula sussurra direttamente nel tuo orecchio, quando senti i suoi passi nel buio senza poter mai vedere il suo riflesso, è allora che comprendi davvero ciò che solo il formato audio può ottenere. Non stiamo reinventando questa storia: ne stiamo riportando alla luce la forza originaria”. Un po’ come le storie intorno al fuoco, un po’ come i radiodrammi che faceva Camilleri per la Rai negli anni Sessanta con testi di Giuseppe Berto o Bontempelli.
Poca narrazione e tanti dialoghi, ogni personaggio ha la sua voce. Ma così, con questo “sound design immersivo”, i luddisti potrebbero dire che è così che muore il libro, perché si sostituisce la lettura con la voce sexy di uno Scamarcio succhiasangue. Ma, ci dice de Troyer, “la nostra esperienza ci racconta una storia molto diversa”, perché l’ascolto di audiolibri o serie audio “non sostituisce la lettura, ma la amplia”. Secondo una ricerca dell’anno scorso, “la stragrande maggioranza degli ascoltatori di audiolibri legge anche libri cartacei o ebook. Molti ci raccontano che, grazie all’audio, hanno riscoperto il piacere della lettura e che oggi leggono più di prima, e gli ascoltatori che scoprono una storia attraverso l’audio acquistano poi l’edizione cartacea in libreria. Le persone non scelgono tra un formato e l’altro: scelgono l’esperienza più adatta al momento che stanno vivendo. Il ruolo dei nostri contenuti è permettere a un numero sempre maggiore di persone di scoprire grandi storie e renderle accessibili in quei momenti in cui leggere semplicemente non è possibile”. Tipo in macchina, tipo in fila alle poste, o tutti insieme in casa come facevano i nonni con la radio, o come si fa con le serie. E chissà che dopo l’anno dell’Odissea non parta il trend e sia, il 2027, l’anno di Dracula.
Ormai l’audiolibro è trent’anni che, negli Stati Uniti, è normalizzato, e da noi solo da un decennio, ma, ci dice Troyer, dato interessante, “l’Italia è l’unico paese europeo in cui la narrativa letteraria raggiunge, nelle preferenze degli ascoltatori, lo stesso livello del crime e del thriller. Anche i classici ottengono risultati particolarmente positivi: Il conte di Montecristo, per esempio, è presente nella nostra top 10 dei titoli più ascoltati ogni anno”. Conservatori, insomma, anche con le nuove tecnologie.