Venezi contro La Fenice: impugnato il recesso del contratto

La direttrice d'orchestra, tramite i suoi avvocati, contesta la legittimità del provvedimento del sovrintendente Colabianchi:  ''Nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio''. E dice di voler proseguire regolarmente l'attività professionale con il teatro veneziano fino al 2030

10 GIU 26
Ultimo aggiornamento: 09:48
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Foto Ansa

La direttrice d'orchestra Beatrice Venezi ha formalmente impugnato il recesso dal rapporto di collaborazione con il Teatro La Fenice, contestando la decisione resa pubblica nelle scorse settimane e ribadendo la volontà di proseguire regolarmente l'attività professionale prevista dal contratto sottoscritto tra le parti. Tutto questo proprio nel giorno in cui il sovrintendente Nicola Colabianchi presenterà la nuova stagione 2026/2027 del teatro veneziano. A settembre scorso Colabianchi aveva annunciato che Venezi sarebbe dovuta diventare direttrice musicale della Fenice a partire da ottobre 2026 e per i successivi quattro anni. Ma, dopo mesi di polemiche per una nomina "non concordata", secondo coro e orchestra, riguardante un profilo ritenuto inadatto dal punto di vista tecnico e soprattutto dopo l'intervista a un quotidiano argentino in cui Venezi diceva che i posti nell’orchestra del teatro veneziano “praticamente si tramandano di padre in figlio”, il sovrintendente ha annullato tutte le collaborazioni.
Secondo quanto si legge nella lettera inviata tramite pec nella tarda serata di ieri, 9 giugno, dagli avvocati della musicista alla Fondazione lirico-sinfonica veneziana, di cui l'Adnkronos ha preso visione, Venezi sarebbe venuta a conoscenza attraverso gli organi di stampa della comunicazione rilasciata il 26 aprile scorso dal sovrintendente, che annunciava l'interruzione del rapporto di lavoro ''per presunte e apodittiche 'dichiarazioni', in alcun modo precisate, rese dal maestro Beatrice Venezi ad una non meglio individuata e precisata 'stampa internazionale' e che in ragione di tali presunte ed imprecisate dichiarazioni sarebbe stata lesa l'immagine della Fondazione''. Nella lettera, firmata oltre che da Venezi anche dall'avvocata Maria Cristina Lanero e dall'avvocato Francesco Andretta, si puntualizza che il rapporto di lavoro è stato ''costituito con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, decorrente dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030''. Nella comunicazione, i legali di Venezi dello Studio Legale Andretta di Napoli contestano la legittimità del provvedimento, definendolo ''nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio''. La direttrice sostiene, infatti, che le dichiarazioni contestate non siano state specificate e che le motivazioni addotte dalla Fondazione risultino generiche e manifesta la propria disponibilità a rispettare gli impegni contrattuali assunti.
Nella lettera, Venezi scrive che lei, "in ossequio all'impegno contrattuale assunto, intende continuare a mettere a disposizione della stessa Fondazione le proprie energie e prestazioni artistiche professionali e compiere tutte le attività professionali, organizzative e produttive preliminari ed essenziali al rapporto lavorativo siglato tra le parti, nonostante le numerose attività ostative ad oggi poste in essere dalla dirigenza apicale al fine di limitare ed impedire l'esecuzione delle stesse prestazioni lavorative". I legali concludono riservandosi l'adozione dei ''provvedimenti ritenuti più opportuni e prudenziali a tutela dei diritti e degli interessi della propria assistita''.