Zittire grillini e scissionisti (senza rovinarsi le ferie) si può. Ecco come

Marco Archetti

"L’arte di ottenere ragione in 38 stratagemmi" è un trattatello scritto da Arthur Schopenhauer intorno al 1830 che il filosofo della volontà di vita vincolò a un destino di morte: non lo volle mai pubblicare. Spiegò che, durante la revisione di quelle 44 pagine, una tanto esauriente trattazione “dei trucchi e di tutte le scappatoie sorelle della disonestà e della vanità umana” gli aveva dato, letteralmente, la nausea, chiarendogli che “se tutti noi fossimo leali in ogni discussione cercheremmo solo di portare alla luce la verità, non certo di prevalere”. Lodevole ripulsa, sulla carta, ma i tempi incalzano ed esigono battaglia. Non potendo astrarci dalla realtà recandoci in spiaggia con un colbacco dotato di patelle fono-isolanti in montone (poi ci sarebbe da vedersela con la bagnina vegana detta ormai wellness trainer – le avete presente, no? queste elettrizzate organizzatrici di tempestose sessioni di squat da bagnasciuga, le quali sbraitando in un microfono ad archetto invasano una popolazione di mattoidi ben più nutrita di quella che accorreva alle lezioni di Schopenhauer…), dicevo, non potendo permetterci di cincischiare in vista delle prossime europee, noialtri sorosiani sapremo perdonarci una provvisoria spregevolezza balneare, mica troppa, solo quella necessaria a prevalere nella peggiore scherma in cui verremo coinvolti: quella col vicino di ombrellone grillino. Ecco dunque una selezione di consigli schopenhaueriani circa i mezzi leciti e illeciti per parare i colpi e ottenere certa ragione.

 

Consiglio uno. Eludete il confronto diretto e disorientate l’interlocutore col confortevole metodo della forzatura delle consequenzialità: dalla tesi dell’avversario si traggano, a forza e attraverso false deduzioni e abili deformazioni, altre tesi che non vi sono contenute e che siano assurde, paradossali o pericolose. Confutate quelle – sarà facilissimo – e avrete vinto. Consiglio due. Un argumentum ad auditores ideale per la spiaggia: banalizzate un contenuto dell’avversario cercando complicità negli ascoltatori. Tuttavia occhio, perché il venditore di cocco è figura inaffidabile per stabilire un’alleanza in merito al tema della democrazia rappresentativa, avendo egli caldo ed essendo affaticato e/o risentito; meglio il tizio dei gelati col carrettino a motore. Certo, non si può escludere la possibilità di venditori di cocco votanti Pd, ma verificate che non siano dell’ala Emiliano. Se lo fossero, è il momento di quella che Schopenhauer chiama mutatio controversiae: tuffatevi e auguratevi che non vi segua.

 

Consiglio tre, prima ipotesi. Il venditore era grillino e vi ha seguito sbraitando in acqua. Sta montando in collera? Bene! “Suscitare l’ira dell’avversario - vi incoraggerà Schopenhauer - perché non sia più in grado di giudicare rettamente.” Quando sarà stremato dalle sue stesse para-argomentazioni, accomodatevi sulla sdraio e, in vantaggio di fiato, mitragliatelo di domande, conclamando come dimostrata la conclusione che volevate trarre. “Con la giusta dose di impudenza - giura Arthur - il tiro può riuscire.” Consiglio tre, seconda ipotesi. Il venditore era grillino e non vi ha seguito in acqua: vi aspetta al varco. Ascoltatelo, e con grande calma ribattezzate i suoi concetti con nomi favorevoli alla vostra opinione. Esempio: uno che vuol parlarne a favore chiamerà devozione ciò che, in caso contrario, un altro battezzerà bigotteria. Quindi ridicolizzatelo agli occhi di un vicino di ombrellone, forti del fatto che: “a ridere la gente è subito pronta, e quelli che ridono li si ha dalla propria parte.”

 

Consiglio quattro. Il trucco delle categorie odiose: riconducete ad esse ogni affermazione dell’interlocutore, gridando: “Ma questo è pelagianesimo! Questo è panteismo! Questo è razionalismo!”

 

Raccomandazione finale: attenti al classico colpo sovranista, il loro gancio destro, ovvero quando postulano ciò che dovrebbero dimostrare. Esempio? Dimostrano l’inaffidabilità della medicina postulando l’inaffidabilità di ogni sapere umano. Non cascateci mai.

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