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Anche Italia e Ue tengono a terra i Boeing 737 Max

Regno Unito, Francia e Germania sospendono i voli. Ora anche l'Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) dà lo stop dopo l'incidente in Etiopia. Alcuni aerei rientrano agli aeroporti di partenza

12 Marzo 2019 alle 16:15

Anche Italia e Ue tengono a terra i Boeing 737 Max 8

I resti del Boeing 737 Max 8 precipitato in Etiopia (Foto LaPresse)

[Aggiornato alle 18,40] Dopo la cautela ostentata finora, l’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) ha deciso di sospendere tutte le operazioni di volo che coinvolgono Boeing 737 Max 8, l'aereo precipitato nell'incidente in Etiopia, e il Boeing 737 Max 9 a partire dalle 19 di stasera. Poco prima anche Italia (dalle 21), Francia, Germania, Regno Unito, Irlanda – per un totale di 55 aerei in tutta Europa – hanno annunciato lo stop ai voli, così come fatto da altri paesi non europei – Malaysia, Australia, Cina, Indonesia, Corea del sud – e compagnie aeree (Norwegian Air, Aerolineas Argentinas, Jet Airway, Turkish airlines e Tui Airways).

 


I voli Turkish Airlines con Boeing 737 Max 8 tornano a Istanbul (Fonte: FlightRadar24)


 

La decisione arriva dopo l’incidente di domenica del volo 302 della Ethiopian Airlines ad Addis Abeba, in cui sono morte 157 persone, il secondo episodio, in appena 5 mesi, che ha coinvolto un Boeing 737 Max 8 dopo quello dello scorso ottobre in Indonesia. Secondo il sito FlightRadar24, che traccia le rotte degli aerei in tempo reale, alcuni aerei in volo sono stati costretti a tornare indietro proprio mentre arrivavano le comunicazioni del Regno Unito che vietavano il volo ai Boeing. Nello specifico, il sito mostra tutti i Boeing 737 Max della Turkish tornare verso gli aeroporti di partenza.

 

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"L'Agenzia europea per la sicurezza aerea – si legge nella nota ufficiale – sta compiendo ogni passo necessario per garantire la sicurezza dei passeggeri" e per questo si sospendono tutti i voli "in via precauzionale". La decisione dell’Easa smentisce le rassicurazioni che la stessa agenzia aveva dato fino a ieri sull’affidabilità dei Boeing. “Ancora è presto per decidere”, avevano fatto sapere nelle stesse ore in cui erano state rinvenute le scatole nere del volo precipitato in Etiopia, indispensabili per ricostruire le ragioni del disastro. Intanto l'agenzia precisa: "L'inchiesta sugli incidenti è attualmente in corso ed è troppo presto per trarre conclusioni sulla causa dell'incidente". 

     

I dubbi sull'affidabilità del 737 Max riguardano il software di controllo del volo, che secondo alcune ricostruzioni sarebbe già stato segnalato da alcune associazioni di piloti e dall'autorità americana dell'aviazione dopo l'aereo precipitato in Indonesia. In seguito all'incidente, Boeing ha comunicato nuove istruzioni ai suoi clienti per la gestione del software che su questo modello ha subito un aggiornamento rispetto al precedente Max. Di fronte alle ultime disposizioni, le singole compagnie si sono occupate di integrare la formazione dei piloti perché fosse adeguata a gestire le nuove funzionalità dell'aereo.

 

Intanto, diversamente da quanto accade in Europa e in Asia, le autorità americane prendono tempo in attesa di ulteriori prove sull’affidabilità dei Boeing 737. "Finora non ci sono aggiornamenti. Continuiamo a essere impegnati nell'indagine sull'incidente e prenderemo ogni decisione e ogni passo ulteriore basandoci soltanto sulle prove", ha detto la portavoce della Federal Aviation Administration (Faa), Lynn Lunsford.

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Commenti all'articolo

  • branzanti

    12 Marzo 2019 - 21:09

    Il mondo sta fermando il Boeing 737 Max tranne il paese che lo produce. Che saranno 157 vite a fronte dei risultati dell'azienda (in Usa business is business le vite umane poi).

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