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Lo schiaffo di Strasburgo a Conte

Tutto quello che è successo in Italia e nel mondo senza fronzoli e divagazioni

12 Febbraio 2019 alle 21:27

Lo schiaffo di Strasburgo a Conte

Il premier Giuseppe Conte a Strasburgo col presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani (Foto Imagoeconomica)

DALL'ITALIA

 

L’Italia chiede elezioni libere in Venezuela. Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, ha riconosciuto ieri alla Camera la legittimità dell’Assemblea nazionale venezuelana. Il ministro ha ribadito che “Maduro non è un leader legittimo e i cittadini devono scegliere il suo successore in modo democratico”. La risoluzione sul Venezuela è stata approvata con 266 voti a favore e 205 contrari. Rodrigo Diamanti, uno degli emissari di Guaidó a Roma, ha detto che “le parole di Moavero sono molto importanti”.

 

Il M5s attacca Bankitalia. “Vogliamo esprimerci sui nomi dei vertici. Non abbiamo paura di toccare i poteri forti”, ha scritto il M5s sul Blog delle stelle.

 

Guy Verhofstadt attacca Conte. “Per quanto tempo sarai un burattino mosso da Salvini e Di Maio?”, ha domandato a Strasburgo il capogruppo dell’Alde al premier italiano.

 

Borsa di Milano. Ftse-Mib +1,12 per cento. Differenziale Btp-Bund a 270 punti. L’euro chiude in ribasso a 1,13 sul dollaro.

 

NEL MONDO

 

È arrivata la sentenza su El Chapo Guzmán: “colpevole”. La giuria della Corte federale di Brooklyn ha emesso la sentenza all’unanimità. Rimarrà in un carcere di massima sicurezza fino a quando non verrà annunciata la pena.

 

I leader catalani a processo. Gli imputati sono 12, tra cui gran parte del governo locale che nel 2017 organizzò il referendum indipendentista. Gli avvocati della difesa hanno parlato di processo “politico” e ne hanno chiesto l’annullamento.

 

Mark Kelly si è candidato con il Partito democratico al Congresso per l’Arizona. L’ex astronauta è sposato con Gabrielle Giffords, ex parlamentare democratica.

 

Trump ha detto di “non essere contento” dell’accordo sul confine negoziato dai leader del Congresso per evitare lo shutdown.

 

È stato chiuso il “Selmayr gate”: la nomina di Martin Selmayr a segretario generale della Commissione non ha rispettato le leggi europee.

Redazione

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