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Tria sui vincoli di Bilancio e l’opzione “no deal” per la Brexit

Che cosa è successo in Italia e nel mondo in poche righe e senza fronzoli. Le notizie del giorno in breve

23 Luglio 2018 alle 22:03

Tria sui vincoli di Bilancio e l’opzione “no deal” per la Brexit

Giovanni Tria (foto LaPresse)

DALL'ITALIA

   

Giovanni Tria invoca il rispetto dei vincoli di Bilancio. “Possiamo fare il reddito di cittadinanza e la flat tax rispettando i limiti del deficit. I nostri leader politici non hanno mai detto di volere introdurre queste riforme aumentando il deficit”, dice il ministro dell’Economia intervistato dal Washington Post.

“Dal ministro Tria mi aspetto una legge di Bilancio coraggiosa”, dice Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico.


   

Alfredo Altavilla si è dimesso da capo di Fca per l’Europa. Le sue competenze saranno distribuite al nuovo ad, Mike Manley, e al direttore finanziario, Richard Palmer.

In Borsa, ieri, Fca ha chiuso contenendo il calo all’1,5 per cento a 16,17 euro, dopo essere caduta fino al -4 per cento in apertura.


   

L’Italia garantisce i porti aperti ai migranti. Lo dice il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: “Durante il periodo necessario a raggiungere una revisione delle regole operative della missione militare Sophia, l’Italia garantirà l’approdo nei suoi porti alle persone salvate dalle navi”.

Il Viminale firma un accordo con l’Anac su appalti di beni e servizi nel settore dell’accoglienza.


 

Slitta a venerdì la nomina del cda Rai. Il rinvio è stato richiesto ufficialmente dal ministero dell’Economia, perché non sono stati ancora indicati il presidente e l’amministratore delegato.

“Il nuovo cda della Rai dovrà sentirsi indipendente a tutti i costi”, ha detto il presidente della Camera Fico.


  

Borsa di Milano. FtseMib -0,8 per cento. Differenziale Btp-Bund a 223 punti. L’euro chiude in calo a 1,17 sul dollaro.

   

DAL MONDO

    

Londra vuole che l’Ue cambi approccio sulla Brexit per evitare che i negoziati per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea si concludano senza un accordo. Jeremy Hunt, il nuovo ministro degli Esteri britannico, a Berlino, ha dichiarato che l’opzione “no deal” per la Brexit sta diventando sempre più concreta anche a causa dello stallo creato dai negoziatori europei: “Molti in Europa credono che dovranno solo aspettare abbastanza a lungo e la Gran Bretagna cederà”.


 

Gérard Collomb condanna Benalla. Il ministro dell’Interno francese è stato interrogato ieri dalla commissione speciale di inchiesta sullo scandalo legato all’ex addetto alla sicurezza di Emmanuel Macron, ora in stato di fermo.

Salta la riforma della Costituzione francese in seguito all’“affaire Benalla”. “Ne riparliamo dopo l’estate”, ha detto Christophe Castaner, segretario di stato per le Relazioni con il Parlamento.


 

Julian Assange verso l’estradizione. Secondo fonti Reuters, l’Ecuador consegnerà il fondatore di WikiLeaks al governo inglese. La revoca dell’asilo potrebbe determinarne l’estradizione negli Stati Uniti.


 

Il sindacato belga Cne contro Ryanair. La compagnia low cost ha intenzione di convocare gli equipaggi tedesco e polacco per rimpiazzare il personale che sciopererà mercoledì e giovedì.


 

L’embargo viola i diritti del Qatar. La Corte internazionale di giustizia si è espressa contro il blocco imposto dagli Emirati Arabi Uniti lo scorso anno.


 

Duterte ha promesso una lotta alla droga “implacabile e agghiacciante”. Sin dalla sua elezione il presidente filippino è stato accusato dalle organizzazioni per i diritti umani di “stragi di stato” contro il narcotraffico.

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