Cosa sappiamo della sparatoria davanti al consolato israeliano a Istanbul

Tre uomini hanno aperto il fuoco all'esterno dell'edificio che ospita il consolato israeliano della città turca. Ucciso uno degli assalitori, mentre gli altri sono stati catturati

7 APR 26
Ultimo aggiornamento: 15:46
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Foto Getty

Tre uomini hanno aperto il fuoco all'esterno dell'edificio che ospita il consolato israeliano a Istanbul, nel quartiere di Levent, una delle principali zone commerciali sulla sponda europea della città. Uno degli assalitori è stato ucciso dalla polizia, mentre due sono stati feriti e catturati. Lo ha affermato il prefetto di Istanbul, Davut Gul, in una dichiarazione alle televisioni locali. La sparatoria, iniziata attorno alle 12 ora locale, è durata per circa 10 minuti e due agenti di polizia hanno riportato lievi ferite. Non si registrano vittime israeliane. Stando a quanto riferisce l'emittente Ntv, le tre persone coinvolte nella sparatoria sarebbero arrivate sul posto in abiti mimetici. 
In un post su X, il ministero degli interni ha identificato l'attentatore ucciso come Yunus ES, spiegando che era "collegato a un'organizzazione terroristica che strumentalizza la religione". I nomi dei due aggressori feriti invece sono Onur Ç ed Enes Ç, i quali, secondo quanto riportato, sarebbero fratelli. Secondo le prime valutazioni delle agenzie di intelligence, si ritiene che l'attacco sia stato perpetrato dall'organizzazione terroristica Isis. 
I due agenti di polizia rimasti feriti nella sparatoria non sono in pericolo di vita, si legge nel comunicato: uno è stato colpito alla gamba e l'altro all'orecchio. "È stata rilevata un'intensa comunicazione digitale tra i tre terroristi neutralizzati e l'interrogatorio dei terroristi feriti va avanti", prosegue la nota del ministero.
Prima del comunicato, il ministro dell'Interno turco, Mustafa Ciftci, aveva fornito alcuni dettagli sugli assalitori: "L'identità dei terroristi è stata accertata. È emerso che provenivano da Izmit", località a circa un centinaio di chilometri a est di Istanbul, "e che erano arrivati a Istanbul a bordo di un veicolo a noleggio. Uno degli individui risultava avere legami con un'organizzazione che strumentalizza la religione e uno degli altri due terroristi, che sono fratelli, ha precedenti penali legati al traffico di droga", ha affermato Ciftci su X.
"Si tratta di un atto che sa di provocazione. Il consolato era inattivo da circa due anni e mezzo. In altre parole, non c'era personale diplomatico residente nel consolato", ha aggiunto il governatore di Istanbul Gul. Il ministero degli Esteri turco ha intanto confermato che non c'era nessuno all'interno del consolato quando si è verificato l'incidente. Mentre il ministro della Giustizia Akin Gurlek ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sull'accaduto: "Si sta lavorando per fare piena luce sull'accaduto e l'indagine viene condotta in modo meticoloso e multiforme", ha scritto su X.
"Maledico e condanno quanti hanno attaccato le nostre forze di polizia oggi", ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, condannando l'attacco. "L'intervento delle nostre forze di sicurezza ci ha permesso di evitare conseguenze, uccidere uno dei terroristi e neutralizzare altri due. Un intervento costato il ferimento di due poliziotti cui auguro una pronta guarigione. Non lasceremo che vili provocazioni mettano a repentaglio la sicurezza del nostro paese", ha dichiarato. Anche il ministero degli Esteri israeliano ha "condannato fermamente l'attacco terroristico" al consolato di Istanbul, e ha ringraziato la Turchia per aver fermato gli attentatori. "Apprezziamo la tempestiva azione delle forze di sicurezza turche che hanno sventato questo attacco", si legge in una dichiarazione su X: "Le missioni israeliane in tutto il mondo sono state oggetto di innumerevoli minacce e attacchi terroristici. Il terrorismo non ci fermerà", ha assicurato Tel Aviv.
Nel distratto di Beşiktaş, che comprende il quartiere di Levent, si sono verificati due attentati terroristici: il primo, il 10 dicembre 2016, allo stadio Vodafone Arena, il secondo nella discoteca Reina, la notte di Capodanno del 2017.
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