Cinema
il federatore Borat •
Al Terzo polo servirebbe Sacha Baron Cohen. Il suo nuovo (boicottatissimo) film "Ali G"
Colpisce con la satira la sinistra più ottusa, ma anche la destra più pericolosa, finendo per essere odiato da entrambi gli schieramenti. La nuova controversa pellicola del comico britannico

Foto Getty
Sacha Baron Cohen è un terzopolista provetto. Bastona l'estrema destra trumpiana, quella più rozza e violenta, senza dimenticarsi però della sinistra radicale e "woke". La stessa che poi, a sua volta, ha bastonato sia lui che il suo nuovo film Ali G: Who Iz I?, oggetto di una enorme campagna di boicottaggio da parte di un sito di monitoraggio dei media chiamato NewsCord (legato all'organizzazione no-profit "Tech for Palestine"), che questa estate ha esortato le sale di tutto il mondo a rifiutarsi di proiettare il film, inviando oltre 50 mila email alle principali catene di cinema. Il problema? Il "linguaggio discriminatorio" del personaggio, "una caricatura continua della cultura di strada afro-britannica da parte di un comico bianco".
Peccato che tutto il film gira proprio attorno a questo. Ali G (fra i personaggi più noti di Cohen dopo l'improbabile reporter kazako Borat e il giornalista gay Brüno) è un inglese fissato col rap e le collanone d'oro, e con il suo finto accento giamaicano (sostiene di avere radici da quelle parti) produce interviste senza senso ai personaggi più famosi del mondo. Nel 2003 sotto le sue grinfie c'è passato anche un imbarazzato Donald Trump, ma la festa è finita: Ali G, squattrinato e con un figlio in dirittura d'arrivo, è costretto a mettersi in proprio su TikTok e cavalcare l'onda dei trend. Anche qui però il pubblico si organizza per boicottarlo e addirittura cancellarlo. E non solo nel senso digitale del termine.
I mockumentary di Cohen ibridano realtà e finzione, incastrando personaggi assurdi e veri in situazioni spesso al limite dell'osceno. Con Ali G, l'attore londinese è riuscito a fare surf su campagne di hating trasversali, ovvero presenti in scena tanto quanto sui social. Non avrà aiutato sicuramente il fatto che Cohen sia nato in una famiglia di ebrei ortodossi. Un paio d'anni fa – come scriviamo qui – se l'è presa con la Bbc per il titolo fintamente neutrale dedicato al peggiore attacco subìto da Israele dal 7 ottobre: quello a Majdal Shams, sulle Alture del Golan, dove dodici bambini sono stati assassinati da un razzo lanciato da Hezbollah. Ma ha anche accusato TikTok di star “creando il più grande movimento antisemita dai tempi dei nazisti”. Decisamente troppo per gli utenti dei social, che al grido di "zionist" si sono mobilitati per bloccare il suo film. "Sebbene ci aspettassimo delle reazioni negative per aver riportato in vita un personaggio di un'epoca diversa, siamo rimasti profondamente rattristati nel vedere in prima persona gli attacchi a Sacha, in quanto figura pubblica ebrea", ha dichiarato Monica Levinson, produttrice esecutiva del film. Che in sala, effettivamente, c'è stato giusto un paio di giorni, prima di sbarcare su Prime video.
Ma può mai un attore che è riuscito a sfuggire una folla inferocita di suprematisti bianchi armati fino ai denti (Borat 2) farsi intimidire da qualche post? Sacha Baron Cohen si è dunque unito all'ondata di odio contro sè stesso travestendosi da Dr. Nira Cain-N’Degeocello, docente di sinistra radicale che in un profilo social creato ad hoc ha cominciato a esortare gli utenti a boicottare in ogni modo la pellicola, "proiettato al cinema senza il vostro consenso".
È sempre questo personaggio che – stavolta nel film – cerca di cancellare la carriera di Ali G, mettendo su una squadraccia simil Ice con un po' di trumpiani di ferro. Questi ultimi, però, non sono attori. E Cohen riesce a convincerli a compiere gli atti più osceni, folli e truculenti che si possano immaginare. Tra questi spuntano ad esempio l'ex deputato repubblicano George Santos, ma anche Michael Aboud, presidente del Partito repubblicano della contea di El Paso, che una volta scoperto di essere finito nel film si è detto pronto a denunciare l'attore.
Sacha Baron Cohen colpisce la sinistra più ottusa, ma anche la destra più pericolosa. Annichilisce gli estremismi con il gusto dell'assurdo e dell'esagerato, finendo per essere odiato da entrambi gli schieramenti. Ci si mette dentro anche l'attenzione per l'antisemitismo (non proprio alla moda) e si ha un centrista perfetto per federare un Terzo polo sempre più litigioso. Cosa aspettano ad assoldarlo?
