Cinema
NUOVO CINEMA MANCUSO •
Social - Il prezzo della verità
La recensione del film di Aaron Sorkin, con Jeremy Allen White, Mickey Madison
10 OTT 26
Dottor Jeckyll e Mr Hyde. Il giovane Mark Zuckerberg, impopolare tra le ragazze. E il meno giovane Mark Zuckerberg che si trova a dover fronteggiare accuse pesantissime: Facebook non serve per stringere amicizie. Piuttosto, crea gruppi di persone che la pensano allo stesso modo. Gli iscritti ricevono feed personalizzati. A ognuno il mondo appare diverso, e non è mai una buona cosa per chi è animato da cattivi propositi. Facebook ora è un colosso che ha trasformato l’amicizia: diciamo “siamo amici su Facebook”, pure scritto minuscolo. E’ un colosso, e come succede in questi casi vuole “fidelizzare” la clientela. Comincia a dare agli iscritti quello che desiderano. Quel che vogliono sentirsi dire. Quel che conferma le loro idee, e se non sono pacifiche tanto meglio. L’odio crea legami più forti dell’amore. Qualcuno se ne accorge, dentro Facebook. L’eroina è un’impiegata, Frances Haugen. Nel 2001 prende contatto in tutta segretezza con un giornalista del Wall Street Journal, e racconta quel che ha scoperto. La società di Mark Zuckerberg conosce perfettamente gli effetti della sua politica sugli adolescenti, sa che certi post presentano l’anoressia come una cosa bella e giusta, altri discettano di automutilazioni. “The Social - Il prezzo della verità” (notare lo stupido sottotitolo italiano) racconta tutto questo. E il processo che seguì. Da quel momento Facebook cambierà nome in Meta, adottando il simbolo dell’infinito.