Tinto Brass e aperitivo Netflix. Inizio col botto alla Mostra del cinema di Venezia

La “pre apertura” di Venezia 83 con la suocera di Giuseppi e il rischio West Nile al party di Netflix. Il racconto del nostro imbucato al Lido con lo spray antizanzare

Immagine di Tinto Brass e aperitivo Netflix. Inizio col botto alla Mostra del cinema di Venezia

Foto LaPresse

Si è aperta la 83esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, ma prima ancora, si è pre-aperta. E’ ormai una consuetudine quella di proiettare in sala Darsena un vecchio film restaurato il giorno “prima della prima”: tanto siamo già tutti qua – che le proiezioni l’indomani partono dalle 9.00 di mattina – tanto vale fare qualcosa altrimenti si finisce con l’ubriacarsi già la prima sera. Venezia 83 si pre-apre “Col cuore in gola”, film pop fra la Swinging London e la Nouvelle Vague di Tinto Brass, regista veneziano per l’occasione celebrato dalla sua città natale pur se assente per cause di salute.
La sala è gremita, ed è già quella delle grandi occasioni: c’è il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco (che bacia la mano alle signore come nessun altro al mondo: la postura, il gesto, la prossemica, tutto perfetto), c’è il direttore Alberto Barbera (accolto da un applauso in sala che ne sancisce la canonizzazione: figura istituzionale ma anche amata dalla gente, si parla di Barbera per il dopo Mattarella), c’è l’attrice protagonista del film, Ewa Aulin, che al netto del nome antinfiammatorio è anche la suocera di Giuseppe Conte – del quale dice che “è un buon padre e un buon compagno di mia figlia” (avrà vinto le primarie fra altri spasimanti?) ma ci tiene a dire che con “Giuseppi” (cit. Trump) lei non parla di politica – e ci credo, sennò sai che brutti pranzi di Natale con lui a tavola che difende Putin…
Ma non solo cinema, qui al Lido: dal 1° settembre si sono pre-aperte pure le feste. Anche perché la maggior parte delle persone resta qui fino a domenica (la vita normale incombe e chiama al dovere, chi a Roma chi a Milano) quindi i party si concentrano quasi tutti nella prima settimana. L’Hotel Excelsior pulsa di vita: a bordo piscina si tiene l’inespugnabile festa di Variety, con controlli di sicurezza che pare un vertice Nato. Provo a imbucarmi con eleganza e nonchalance, ma rischio di essere picchiato in stile scuola Diaz. Però ho modo di sbirciare: non vedo divi, semmai gente fortunata ma anonima agghindata per l’occasione nella speranza di vedere qualche celebrità – temo però siano rimasti delusi e siano tornati a casa con la coda dello smoking fra le gambe. Molto meglio l’aperitivo Netflix in occasione del film di Brass (la piattaforma, che ospiterà “Col cuore in gola” dal 15 settembre, ha contribuito al restauro): mi presento alle signorine all’ingresso che verificano i nomi sulla lista e candidamente dico: “Non sono stato invitato ma sono abbonato Netflix, potrei entrare lo stesso?”. Mi sorridono e mi chiedono se sto con lei – indicando una ragazza che ho appena conosciuto, la quale è in lista. Io dico di sì, la ragazza regge il gioco, ed eccomi dentro fra risotti, profiterole e tagliate di frutta (ecco dove finiscono i soldi dei nostri abbonamenti). Il party si tiene al -1 dell’Excelsior, piano spiaggia; ma all’interno fa un caldo allucinante, e si crea l’immagine tipica di queste feste veneziane: gente ben vestita ma tutta sudata, col trucco che cola o la cravatta da strizzare. Netflix regala ventagli (continuo a dire che dovevamo investire su quelli, altro che nelle criptovalute: a quest’ora eravamo ricchi!) e mette a disposizione spray antizanzare: in Veneto il tasso di positività degli insetti al virus West Nile è altissimo, e la provincia con la maggior diffusione è proprio Venezia; ci manca solo che veniamo punti e il Lido si trasforma in un lazzaretto con il red carpet come corsia d’emergenza e la Sala Grande come terapia intensiva. Sarebbe un bel film distopico, perfetto per l’apertura dell’anno prossimo, con Piefrancesco Favino nel ruolo della zanzara killer.