The dog stars - Le stelle dopo la fine

La recensione del film di Ridley Scott, con Jacob Elordi, Josh Brolin, Margaret Qualley

28 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 15:39
Un uomo e un cane, su un vecchio Cessna degli anni 50. Perlustrano un paesaggio post-apocalittico (se non fosse per le verdi foreste che si intravedono in lontananza - un po’ sono le prealpi bellunesi, e un po’ siamo dalle parti di Avezzano). Il pilota è Jacob Elordi, nel film si chiama Hig, sua moglie è morta, la pandemia ha quasi cancellato il mondo come lo conosciamo. I pochi sopravvissuti vivono nel terrore dei Mietitori, che uccidono e rubano tutto quel che trovano. Hig ha trovato rifugio in un hangar assieme all’ex marine Josh Brolin. Di poche parole, ma bravissimo a sparare. Una trasmissione radio dice che l’umanità non è del tutto scomparsa, si è solo rifugiata in un luogo sicuro. Siccome non si vive di sole visite a una famiglia di mormoni nei dintorni, Hig si mette in viaggio. Sfida i pericoli e le armi, la solitudine e la fievole speranza. Finché incontra gli occhi azzurri e le strepitose gambe di Margaret Qualley (figlia di Andie McDowell, e clone giovane di Demi Moore in “The Substance” di Coralie Fargeat). La fanciulla sta sempre in jeans tagliati cortissimi, anche se il mondo post-apocalittico lo immaginiamo pieno di pericoli - o sono scomparsi anche i rovi, le zanzare, i serpenti? Il film è tratto da un romanzo di Peter Heller intitolato “The Dog Stars”, la morale della favola incombe su ogni inquadratura. Lo sceneggiatore Mark L. Smith di “Revenant” è già pratico di sopravvivenza estrema.