Cinema
Popcorn •
Una guida Michelin delle sale cinematografiche
L'Academy vuole premiare i cinquanta migliori cinema del mondo. Ma se la gente non ci va più non è non è colpa delle poltrone scomode, sono i film che spesso non valgono la fatica. E una targa non cambierà le cose
6 GIU 26

Foto LaPresse
A leggere certe notizie ci sentiamo come sul Titanic, con l’orchestrina che suona, i camerieri che servono le signore in lungo e un bell’iceberg che galleggia tranquillo, neanche lui si diverte se va a sbattere. Per festeggiare i suoi cent’anni – cadono nel 2027 – l’Academy che ogni anno assegna gli Oscar ha deciso di premiare i cinquanta migliori cinema del mondo. Sicuro, cinema intesi come sale cinematografiche – quei posti che i trentenni in fila davanti alle sale per vedere “Backrooms”, il film campione di incassi del giovane talento Kane Parsons, forse non hanno mai frequentato.
L’iceberg se ne va a spasso nell’oceano, e l’Academy vuole premiare – tipo: una menzione e una targa luccicante da piazzare nell’atrio – 25 cinema in USA e altri 25 nel resto del mondo. Una sorta di guida Michelin con le stellette, le minuscole cineprese, magari il divieto di popcorn. Per premiare cosa? Qui dobbiamo citare, testuale: “L’eccezionale esperienza per lo spettatore, l’atteggiamento rispettoso e conservativo verso la storia del cinema, l’ancoraggio culturale per la comunità” (la traduzione zoppica, ma con certi concetti c’è poco da fare).
Sono cinema che devono funzionare tutto l’anno – non valgono le arene estive. Proiettando le ultima novità oppure rassegne di vecchi film. Riservando particolare attenzione all’inclusione e alla diversità di esperienze. Anche le “concession” – che per il pubblico Usa significano popcorn, vasche di gelato, e ogni altra cosa utile a muover le ganasce rumorosamente – dopo aver scartocciato l’involucro – devono essere di prima scelta. Non è chiaro se vuol dire “solo roba dietetica”, oppure “caramelle senza carta”, oppure niente di niente, siamo lì per un film e qualsiasi umano, passata l’età neonatale e la prima infanzia, riesce a star lontano dal cibo per un paio d’ore.
I biglietti a prezzi abbordabili non sono tenuti in considerazione. Un riguardo per i poveretti privi di gusto, e uso di mondo, che giudicano dai soldi spesi. Partecipare costa dai 250 ai 450 dollari, sconto per chi arriva prima. Non vogliamo pensare a quale, tra le sale italiane, potrebbe concorrere, e magari vincere. La nostra esperienza recente sono le sale vuote del giovedì pomeriggio, e il dannato intervallo non si sa per cosa.
Vogliamo umilmente ricordare che alcuni – tanti, diciamo la verità – tra i migliori film della nostra vita li abbiamo visti in sale pulciose. E così speriamo di voi. La gente non va più al cinema, ma non è colpa delle poltrone scomode. Sono i film che spesso non valgono la fatica, il parcheggio, la concorrenza con le piattaforme che paghiamo anche se non le usiamo. Un nastro azzurro e una targa non cambieranno le cose.