Chiesa
Il viaggio in Francia •
La tregua della politica francese per Leone XIV, con qualche crepa
Per il Pontefice si sono riuniti alla messa di Parigi i principali candidati alle presidenziali del centro e della destra. Ma il suo richiamo alla cultura nazionale cristiana con la difesa di un’Ue aperta a un’universalità intesa come superamento degli scontri fra identità nazionali o religiose può apparire come una linea di cesura fra la destra tradizionale e Rn
29 SET 26

Foto Ansa
La visita di Leone XIV ha segnato la Francia: le manifestazioni hanno radunato più di un milione di persone, un impatto notevole. La Chiesa francese, attraversata da dinamiche a volte contraddittorie, fra la crescita dei neoconvertiti in un contesto multiculturale e la forza dei cattolici tradizionali, si è raccolta intorno al Papa con un sentimento di condivisione e di unità. I messaggi sono stati molteplici. La lunga visita ha toccato questioni fondamentali e delicate, dal fine vita fino agli abusi sessuali all’interno della Chiesa, passando per il dialogo interreligioso. Papa Leone ha in qualche modo permesso di portare al più alto livello le dinamiche che intendono adeguare la Chiesa alla società odierna. Tutto questo è stato fatto senza rinunciare ai fondamenti già espressi dai precedenti pontefici, come simboleggiato, per esempio, dalla visita alla Maison Bakhita di Parigi, un centro di aiuto per i migranti e gli emarginati.
Questo soggiorno assume dunque un significato particolare nella Francia odierna, spesso attraversata da tensioni. La manifestazione di unità della Chiesa appare anche come un momento di coesione per l’insieme del paese, una dimensione rafforzata dall’appello scaturito dall’incontro interreligioso di Metz. La spiritualità e la condivisione che si respiravano durante la messa in piazza della Concordia a Parigi e sul prato del santuario di Lourdes illustrano una Francia molto più pacifica di quanto venga solitamente descritta. Si pone quindi la questione delle potenziali conseguenze sulla vita politica in generale, e più specificamente sulla campagna per le presidenziali. Il lungo fine settimana della visita di Leone è stato anche caratterizzato da una forma di tregua politica, per dare l’impressione di una pausa di riflessione nell’abituale diluvio di scaramucce politiche. Alla messa di Parigi erano presenti i principali candidati alle presidenziali del centro e della destra: Frédéric Attal, Édouard Philippe, Bruno Retailleau, Marine Le Pen, Éric Zemmour, senza dimenticare numerose personalità come il primo ministro Sébastien Lecornu, Nicolas Sarkozy, François Fillon e Dominique de Villepin. Emmanuel Macron, da parte sua, ha assistito alla messa di Metz. L’assenza di responsabili di sinistra indica, d’altronde, la pregnanza della cultura laica, componente tradizionale in un paese a lungo diviso sulla questione religiosa.
La visita del Papa ha cercato di combinare un richiamo alla cultura nazionale cristiana, insistendo durante la serata con i giovani a Saint-Denis sulle figure sante francesi, con una difesa di un’Unione europea aperta a un’universalità intesa come superamento degli scontri fra identità nazionali o religiose. La prospettiva è quindi chiaramente pro europea, con un’insistenza anche sul valore delle istituzioni europee, un messaggio che può apparire come una linea di cesura fra la destra tradizionale e il Rassemblement national, che ha sempre portato avanti una linea nazionalista. Subito i media di Vincent Bolloré, al centro di un progetto ultraconservatore, hanno cercato di aggirare il riferimento pro europeo universalista, che fa a pugni con il proprio discorso politico euroscettico. Ma le parole del Papa sono nettissime e anche questa parte sociale e politica non potrà ignorare il segno positivo che il pontefice ha tracciato non soltanto sull’Europa ma anche sul cammino istituzionale dell’Unione europea. Questa forma di dissonanza cognitiva non porterà magari a cambiare il proprio voto per le presidenziali, ma potrebbe provocare una forma di evoluzione nel modo di concepire l’Europa che il papa ha riaffermato come imprescindibile per i cattolici, in Francia o altrove.