Chiesa
la visita a Lourdes •
Il Papa e l’immoralità dell’eutanasia
“Ciò che è legale non è necessariamente morale”, ha detto Leone XIV davanti ai malati di Lourdes

Foto Vatican Media per LaPresse
“So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. E’ impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. A quanti avessero ancora dubbi sul fatto che al Papa non è piaciuta per niente la legge sul fine vita contestata da tutto l’episcopato francese, da tutte le organizzazioni pro life, da una larga parte dell’Assemblea nazionale e da alcuni esponenti del governo (i ricorsi del premier cattolicissimo Sébastien Lecornu lo dimostrano), dovrebbero bastare queste parole, pronunciate domenica pomeriggio a Lourdes, nel corso dell’incontro con gli operatori e gli assistiti dell’Accueil Notre-Dame.
Non era la prima volta che Leone XIV, tra Parigi e la città del santuario mariano, insisteva sul tema. Lo ha fatto sempre, fin dal suo primo discorso, durissimo, davanti a un impietrito Emmanuel Macron. Un discorso che, mentre in Italia veniva un po’ annacquato cercando significati per lo più nascosti, in Francia avevano capito benissimo. Tant’è che il Monde, in prima pagina, lo definiva “offensif”, offensivo. Sempre domenica, nel primo pomeriggio, ha invitato “tutta la comunità degli operatori sanitari a ricordare il significato profondo della propria vocazione: prendersi cura di una persona che soffre, e non eliminarla”. Sì, cari amici – ha aggiunto il Pontefice – siate servitori appassionati della vita! Nessuno ha il diritto, mai, sulla base di algoritmi di laboratorio, di decidere della vita di un determinato embrione o di una determinata persona anziana! La medicina non potrà mai farsi serva della morte programmata!”.
Tre sono stati, finora, i temi ricorrenti nei discorsi e nelle omelie del Pontefice: la fede da diffondere in un contesto segnato dalla laicità (“Non tenete la fede in Gesù Cristo solo per voi stessi, ma lasciatela traboccare per dissetare e colmare le persone che incontrate. Spetta a voi portare la speranza là dove regnano lo scoraggiamento e l’aridità spirituale”, ha detto in Place de la Concorde), la vita da promuovere, la pace da difendere contro i venti di guerra (“Ottieni per la Francia governanti saggi e generosi, pronti al sacrificio di sé, capaci di affrontare le sfide e desiderosi di servire il bene comune. Che la mantengano in pace nel concerto delle nazioni. Che facciano sentire la sua voce per promuovere la difesa dei diritti umani fondamentali e la pace nel mondo, respingendo per sempre le logiche di guerra”, era un passaggio della preghiera di sabato sera alla Grotta).
Incontrando i vescovi, il Papa li ha invitati “a essere vigilanti, per difendere la libertà e il diritto della Chiesa a evangelizzare, a educare alla vera libertà e a praticare pubblicamente il culto, affinché, in modo visibile, la carità possa essere esercitata nel nome di Gesù Cristo”. E, rispetto a quanto si sottolineava prima sulla battaglia contro l’eutanasia, ha aggiunto: “Conosco la vostra determinazione e il vostro coraggio – lo avete dimostrato con chiarezza durante i recenti dibattiti sul fine-vita – e vi esorto alla perseveranza, assieme a tutte le persone di buona volontà che difendono gli stessi valori”. Nell’omelia pronunciata davanti ai duecentomila pellegrini che affollavano la Priarie, l’enorme area verde dall’altra parte del Gave, Leone XIV ha detto che “davanti alle correnti attuali che cercano di ridefinire il valore della vita umana di fronte alla malattia, alla sofferenza o alla vecchiaia, la Grotta di Massabielle si erge come un santuario della speranza cristiana. Qui, nessuna fragilità viene respinta. Le vostre stampelle, le vostre sedie a rotelle, le vostre lacrime nascoste non sono ostacoli: sono il luogo per eccellenza in cui siete pienamente rispettati, accolti e trasfigurati dall’amore infinito di Dio”. Un’omelia che aveva al cuore le parole che la Vergine indirizzò a Bernadette Soubirous: “Ritroviamo l’insistente appello alla conversione nelle parole che Maria pronunciò proprio qui: ‘Penitenza! Penitenza! Penitenza’”.
Lunedì, tre appuntamenti a Metz: l’incontro interreligioso, l’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità” e la messa, alle ore 16. Quindi, il rientro a Roma.