•
Per il presidente della Cei, Draghi è stato messo lì “dalla Provvidenza”
L'endorsement di Bassetti è una cosa rara, anche per i canoni solitamente governativi di casa alla Conferenza episcopale italiana
di
16 SEP 21

Foto ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI <br />
Che alla Conferenza episcopale italiana piacesse (e molto) Mario Draghi non era certo un mistero, ma un endorsement come quello concesso martedì dal presidente Gualtiero Bassetti è una cosa rara, anche per i canoni solitamente governativi di casa alla Cei: “Sappiamo quanto il presidente Draghi sia stimato in Europa. Certamente se la Provvidenza l’ha collocato al posto in cui si trova, la sua esperienza, la sua umanità e la sua intelligenza potranno veramente essere utili anche per un balzo avanti in questo senso. Perché, non sta a me dirlo, lui è un grande statista non solo dell’Italia ma anche dell’Europa. E c’è bisogno adesso di una visione d’insieme, di una sinergia profonda in questo senso”.
Citare la Provvidenza, visti i precedenti storici, è forse azzardato, ma a parte tale considerazione, non è un tantino (per citare Ratzinger, vedi la prima pagina di questo giornale) esagerato? A meno che non siano in corso negoziati riservati sui dossier che più stanno a cuore ai vescovi italiani, a cominciare dal ddl Zan in discussione nelle Aule parlamentari. Che si voglia cercare una sponda governativa prima che il provvedimento venga discusso? A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si prende.
Di più su questi argomenti:
Friulsardo, è nato nel 1986. Laureato in politica internazionale e diplomazia a Padova con tesi su turchi e americani, è stato arbitro di calcio. Al Foglio dal 2011, si occupa di Chiesa, Papi, religioni e libri. Scrittore prediletto: Joseph Roth (ma va bene qualunque cosa relativa alla finis Austriae). È caporedattore dal 2020.