Il Papa ha deciso: Theodore McCarrick non è più cardinale

Matteo Matzuzzi

Roma. Theodore McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, non è più cardinale. La notizia è stata resa nota poco dopo mezzogiorno dalla Sala stampa vaticana. La formula è quella più diplomatica possibile, che però non nasconde l'enormità del fatto: “Nella serata di ieri è pervenuta al Santo Padre la lettera con la quale il cardinale Theodore McCarrick ha presentato la rinuncia da membro del Collegio cardinalizio”. Il Papa non ci ha pensato troppo nell’accettare “le dimissioni da cardinale”, disponendo altresì “la sua sospensione dall’esercizio di qualsiasi ministero pubblico, insieme all’obbligo di rimanere in una casa che gli verrà indicata, per una vita di preghiera e di penitenza, fino a quando le accuse che gli vengono rivolte siano chiarite dal regolare processo canonico”.

 

E le accuse sono note: abusi sessuali su minori risalenti a cinquant’anni fa, quando McCarrick era un semplice prete a New York. Il primo a scoperchiare il vaso di Pandora era stato a giugno il cardinale Timothy Dolan, che attraverso un comunicato ufficiale aveva spiegato che in merito all’accusa rivolta al porporato, “il comitato di revisione ha ritenuto le affermazioni credibili e fondate”. Subito (ed è un record difficilmente eguagliabile) diversi esponenti dell’alta gerarchia ecclesiastica americana avevano stilato comunicati con cui plaudivano all’inchiesta e prendevano immediatamente le distanze da McCarrick. Nei giorni seguenti altri accusatori dell’arcivescovo emerito di Washington uscivano allo scoperto, compresi gli ex seminaristi che ricordavano le nottate passate nello stesso letto con il presule in una bella casa in riva al mare. Il cardinale Joseph Tobin, arcivescovo di Newark, ricordava che sulla testa di McCarrick pendevano “accuse secondo le quali era stato coinvolto in relazioni sessuali con adulti”.

 

Solo pochi giorni fa, era intervenuto sul tema anche il cardinale Sean O'Malley, arcivescovo di Boston nonché presidente della Pontificia commissione per la tutela dei minori. "Non bastano le scuse", aveva detto il cardinale cappuccino, perché la chiesa "rischia la catastrofe". Il riferimento non era solo allo scandalo di McCarrick bensì anche alla drammatica situazione in Cile, dove procede l'azzeramento della gerarchia episcopale decisa dal Papa nei mesi scorsi.

 

 

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