Il Papa annuncia 14 nuovi cardinali. Il primo della lista è il patriarca di Baghdad

Matteo Matzuzzi

Roma. Ancora una volta nessun preavviso, neppure ai prescelti. Al termine del Regina Coeli di oggi, il Papa ha annunciato che il prossimo 29 giugno terrà un concistoro per la creazione di 14 nuovi cardinali, di cui 11 elettori. Il primo della lista è il Patriarca di Babilonia dei caldei, in Iraq, mar Raphaël Louis I Sako, che ha saputo della scelta di Francesco da una telefonata dell'Editrice missionaria italiana (Emi): "Davvero il Papa mi ha nominato cardinale? Ma nessuno me lo ha chiesto! Questa nomina non è per me, ma per la chiesa caldea, per la chiesa in Iraq e per l'Iraq", ha aggiunto. A seguire, il prefetto della congregazione per la Dottrina della fede, mons. Luis Ladaria, spagnolo. Quindi il vicario generale di Roma, mons. Angelo De Donatis e il sostituto per gli Affarti generali della Segreteria di stato, mons. Giovanni Angelo Becciu, in predicato di essere "promosso" alla guida di un importante dicastero in curia. A sorpresa, riceverà la porpora anche l'elemosiniere e già cerimoniere pontificio Konrad Krajewski. Dall'Europa saranno cardinali elettori anche il vescovo di Leiria-Fatima, mons. Antonio dos Santos Marto e l'italiano Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell'Aquila. Un sudamericano – il peruviano mons. Pedro Barreto, arcivescovo di Huancayo – un giapponese, mons. Thomas Aquinas Manyo, arcivescovo di Osaka e un africano: mons. Desiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina (Madagascar). In lista anche mons. Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi (Pakistan). Dei tre ultraottantenni, uno non è vescovo: il missionario clarettiano Aquilino Bocos Merino. Gli altri due sono il messicano Sergio Obeso Rivera, arcivescovo emerito di Xalapa e mons. Toribio Porco, prelato emerito di Corocoro (Bolivia).

 

Con il concistoro del prossimo 29 giugno viene nuovamente scavallato di sei unità il tetto dei 120 cardinali elettori fissato da Paolo VI. Diventeranno 125 a fine giugno, quando il cardinale Angelo Amato compirà ottant'anni. Degli 11 elettori, 6 sono europei, 3 asiatici, un africano e un latinoamericano. Nessuna porpora per l'Oceania e l'America settentrionale. Delle sedi italiane tradizionalmente cardinalizie restano fuori Venezia, Torino e Milano, anche se in quest'ultimo caso risulta ancora elettore l'arcivescovo emerito, il cardinale Angelo Scola.

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