Emanuele, il papà ateo e quella risposta di Papa Francesco che vale più di mille omelie

Redazione

Emanuele ha perso il papà da pochi mesi. Quando si avvicina al microfono scoppia a piangere e non riesce a parlare. Dovrebbe rivolgersi a Papa Francesco che è seduto lì, davanti a lui, ma l'unica cosa che riesce a dire è “non ce la faccio, non ce la faccio”. Domenica 15 aprile, parrocchia di San Paolo alla Croce a Corviale, periferia di Roma. A pochi passi dai 1200 appartamenti del Serpentone.

 

Emanuele però non piange per la morte del padre. O non solo. Il suo dolore, più profondo, è un altro. Il Pontefice gli dice di avvicinarsi, di sussurrargli all'orecchio cosa c'è che non va. Parlano per alcuni minuti, poi Emanuele torna al suo posto. E Francesco prende la parola. E racconta che il bambino è preoccupato che il padre, ateo, nonostante abbia deciso di battezzare tutti i suoi figli, dopo la sua morte, non credendo in Dio, non sia andato in Paradiso.  

 

“Magari tutti noi potessimo piangere come Emanuele, quando avremo un dolore come ha lui nel cuore. Lui piangeva per il papà - dice -. E ha avuto il coraggio di farlo davanti a noi, perché nel suo cuore c’è l’amore del papà. Io ho chiesto il permesso a Emanuele di dire in pubblico la sua domanda e lui mi ha detto di sì. Per questo la dirò. Chi dice chi va in cielo è Dio, ma come è il cuore di Dio davanti a un papà così? Dio ha un cuore di papà. Voi pensate che Dio sarebbe capace di lasciarlo lontano? Dio abbandona i suoi figli? Li abbandona, quando sono bravi? Emanuele, questa è la risposta: Dio sicuramente era fiero di tuo papà, perché è più facile battezzare i figli essendo credente che non essendolo. E sicuramente a Dio questo è piaciuto tanto. Parla con tuo papà, prega tuo papà”.

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