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Il mistero sulla morte di Imane Fadil dovrebbe chiudersi qui

Dagli esami non risulta nessuna traccia di metalli né di radioattività nel corpo della testimone chiave del processo Ruby. Ma il complotto è un elemento di cui certa opinione pubblica è insaziabile

21 Marzo 2019 alle 19:54

Il mistero sulla morte di Imane Fadil dovrebbe chiudersi qui

Tribunale di Milano, mane Fadil al processo Ruby ter a carico di Silvio Berlusconi (foto LaPresse)

Tutto era cominciato meno di una settimana fa con Imane Fadil, uno dei testimoni chiave del caso Ruby, morta in ospedale, l’autopsia non fatta, la procura di Milano che indagava e soprattutto la radioattività. Da quest’ultima passare al polonio è stato un attimo, così come posizionare in un tenebroso retroscena Putin, il sushi londinese fatale più di quindici anni fa al dissidente Litvinenko, e naturalmente come Puparo del grande complotto il Cavaliere. Ieri finalmente notizie certe da una autopsia tardiva. Il più banale arsenico era già stato smentito, ora c’è la certezza dell’assenza di tracce di radioattività. L’originario sospetto della procura su una anomala quantità di tracce di metalli nel corpo della giovane era già stato categoricamente smentito dal più accreditato laboratorio milanese in materia di sostanze tossiche come possibile prova di un avvelenamento. Manca purtroppo una diagnosi certa sulla morte di una persona così giovane. È certo un fatto raro, ma non impossibile. La stessa procura già da due giorni si mostrava meno sicura delle sue ipotesi e chi legge questo lo ha appreso ieri da una lettera di un cronista giudiziario che racconta fatti e non sceneggiature, Frank Cimini. Dunque la storia, in mancanza di sostanziose novità, dovrebbe chiudersi qui. Invece no. Il mistero e il complotto sono elementi di cui certa opinione pubblica è insaziabile. Scommettiamo che già oggi Repubblica avrà titolato “Si infittisce il mistero sulla morte della donna che sapeva troppo”?

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Commenti all'articolo

  • Giovanni Attinà

    22 Marzo 2019 - 09:09

    Uno dei grandi difetti della stampa italica è quello legato alla rubrica del grandissimo Giovannino Guareschi del "visto da destra e visto da sinistra " Succede così che ogni giornale lavora di fantasia nel retroscena, per portare acqua alla propria tesi e alle proprie idee. Invece sarebbe ora di essere controcorrente e attenersi ai fatti, ovvero aspettare l'autopsia sulle cause della morte della signorina Fadil

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  • giantrombetta

    22 Marzo 2019 - 09:09

    Ps, caro Bordin. Lei usa prudentemente il condizionale, ovvero il mistero “dovrebbe” chiudersi qui. Maliziosamente mi vien fatto di notare che finora al cavaliere Berlusconi, a differenza del suo predecessore Andreotti, e’ stato risparmiato un processo per omicidio. Dunque l’uso del condizionale oltre che arguto e cronisticamente corretto, e’ d’obbligo.

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  • giantrombetta

    22 Marzo 2019 - 09:09

    Tutto ciò che rompe le palle alla sinistra da noi diventa mistero infinito, destinato a riempire le pagine di quotidiani e le aperture dei telegiornali per molti decenni. Non si contano le indagini riaperte ed i processi mai chiusi all’infinito. Non smetteremo di batterci finché la verita’ ( ovvero la “nostra” verita’) non verrà alla luce. Da decenni la sinistra ha scelto questo fronte di battaglia contro gli avversari politici. Mi sia consentito di cogliere l’occasione per rinnovare apprezzamento per il lavoro di Frank Cimini che si ostina a raccontarci verita’ politicamente scorrette.

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  • guido.valota

    21 Marzo 2019 - 23:11

    Per Rep è la solita minestra riscaldata, ma per Il Fatto quotato in borsa è una vera manna (vedasi un Travaglio più inverosimile del solito).

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