Enrico Cuccia, che quelli di Paternò li conosceva bene, non ci sarebbe mai cascato. Ma Alberto Nagel, che pure vanta sangue calabrese da parte di madre, la sua gavetta l’ha fatta nelle scuole bene, quel Leone XIII dove si è plasmato il giovane Mario Monti, per poi proseguire in Bocconi e di lì in Mediobanca. Bella scuola, ma a che serve quando ti trovi in faccia un ottantenne e più dall’aria sconvolta com’era Don Salvatore Ligresti a metà maggio, quando si consumava il crollo del suo impero? Ligresti, si racconta in Mediobanca, era fuori di sé, sconvolto perché né Unicredit né Unipol rispondevano alle sue chiamate. Leggi Fare Cuccia senza essere Cuccia di Stefano Cingolani