Forse non sarebbe politicamente corretto ma sarebbe certamente utile che le schede elettorali fossero rosa e azzurre, le prime per le donne, le seconde per gli uomini. Potremmo così sapere come ha votato il sesso femminile e quello maschile. E fare dei paragoni, individuare delle tendenze, capire come si muove il mondo. Invece no, la scheda è uguale per tutti con il risultato che il cambiamento, se c’è, è “sessualmente” neutro, quindi comprensibile solo in parte. Lettori del Foglio on line, cosa ne pensate? Dite la vostra su Hyde Park Corner, Twitter o Facebook