Dal 18 aprile 1948 non c’è forse mai stata, nella recente storia d’Italia, una scelta tanto importante e densa di conseguenze come quella che ci aspetta nei prossimi mesi (o settimane). Bisogna decidere se rivolgere ad alcuni organismi sovranazionali europei la formale richiesta di acquistare titoli di stato (in modo da abbassarne i rendimenti che da sei mesi ballano attorno al 6 per cento squilibrando il bilancio pubblico) e accettare le condizioni in materia di politica economica connesse a tale intervento. La decisione, che ipoteca un arco di tempo non breve, incide sia sulla sovranità nazionale sia sul ruolo e lo status dell’Italia nell’Unione europea di cui siamo uno dei sei soci fondatori. di Antonio Pilati