Prima di cimentarmi in una sorta di Elogio letterario di Anders Behring Breivik vorrei che fosse chiaro che non approvo assolutamente gli atti da lui perpetrati il 22 luglio 2011 in Norvegia. E’ tuttavia proprio su questi atti che vorrei soffermarmi, essendo rimasto in un certo senso colpito dalla loro perfezione formale, supposto che sia possibile renderli avulsi dal contesto politico, o addirittura criminale, in virtù della loro dimensione letteraria, visto che la perfezione, come il Male, ha sempre una qualche attinenza con la letteratura. di Richard Millet Leggi Leggere e discutere per non morire di insignificanza di Maurizio Crippa - Leggi L’ostracismo sarebbe un regalo e un errore, dice Assouline