Ha compiuto sessant’anni, Nanni Moretti. Gli ultimi trenta li ha impegnati a fare da specchio alle nevrosi del Pci-Pds-Ds-Pd. Lui le metteva in scena, quegli altri le prendevano come geniali indicazioni politiche. Lui faceva (buon) cinema, gli altri facevano (cattiva) politica. Tanto penare e rimuginare e accapigliarsi su quell’invocazione a D’Alema, che poteva giungere tanto da un genio cinematografico quanto da un militante addetto alla mescita alla festa dell’Unità (“dì qualcosa di sinistra!”) – così che ognuno, da decenni, se deve rinfacciare qualcosa al vertice della sinistra, sempre la morettiana invettiva tira fuori.