Tra i politici russi finiti sotto sanzione da parte degli Stati Uniti ce n’è uno che non ha nulla a che fare con la Crimea: Yelena Mizulina. “Non ho conti in banca o asset all’estero”, ha detto Mizulina, per la quale la sanzione è invece una “vendetta per le mie idee”. Perché un motivo per colpire Mizulina nell’ottica di Obama c’è: in quanto presidente del comitato della Duma per gli Affari della famiglia, delle donne e dei bambini, Mizulina è la parlamentare che ha sponsorizzato le cosiddette leggi “anti gay”, proibendo la propaganda Lgbt ai minori e le adozioni di bimbi russi agli americani, dopo la legalizzazione delle nozze gay da parte di alcuni stati.