Julian Assange, fondatore di Wikileaks, vuole essere il giornalista assoluto, quello che si batte per la trasparenza assoluta, per la verità assoluta, senza filtri, il mondo come nessuno l’ha mai assolutamente raccontato. Come ha mostrato la Pbs con un altro dei suoi imperdibili documentari, “WikiSecrets”, dal luglio dell’anno scorso Assange ha pubblicato 92 mila file dello stato americano sull’Afghanistan, 400 mila sull’Iraq, poi 250 mila sulla diplomazia internazionale e ad aprile su Guantanamo. Quanto basta per sentirsi un dio vendicatore che punisce la tracotanza dei potenti – che sono per lo più gli americani.