Silvio Berlusconi, impegnato a risalire la china seguendo i vecchi sentieri, organizza una cena a palazzo Grazioli per trovare un accordo generale per le politiche (e non solo sulla Lombardia) con quello che fu il suo alleato naturale, la Lega Nord. E i leghisti, pur nella nuova versione 2.0, sono costretti all’antico dilemma: scendere a patti con il Cav. oppure correre da soli? Frustrati, furiosi, questa volta il malumore dei leghisti non si limita alla base, ma si estende anche ai colonnelli di Roberto Maroni.