Il giocattolo si è rotto, non ci sono più soltanto robottini che dicono sempre “sì, sì, sì” e qualcuno osa persino autocontarsi su Facebook per capire quanti attivisti abbiano davvero votato alle parlamentarie. E allora Beppe Grillo si stufa, si scoccia, si offende, dà di matto, scalcia, strepita, minaccia e mette il broncio da despota capriccioso della “democrazia dal basso” che trascolora nel suo contrario. Leggi Ora il flop di Grillo non è più solo una mia fissazione di Giuliano Ferrara - Leggi Il Grillo caduto dal piedistallo di Marianna Rizzini - Leggi Grillo è un compagno che sbaglia o un quattrinaro nemico di classe? di Marianna Rizzini