E’ bella Amanda. E’ sexy e ambigua. Di più: è doppia. Non c’è un’Amanda sola, ce ne sono almeno due, o forse tre, o quattro. Sovrapposta alla personalità forte, trasgressiva, da protagonista, c’è quella fragile, tenera, a tratti disperata raccontata da chi l’ha conosciuta in carcere. Per l’avvocato Giulia Bongiorno è stata dipinta come una “Venere in pelliccia”. Ma anziché crudele e munita di frustino – come vuole il mito letterario masochista – lei nella realtà è una ragazza ingenua, dal cuore tenero. di Gabriella Mecucci