Ieri il governo ha tagliato le previsioni di crescita del pil per il 2012 (-1,2 per cento sulla precedente stima, con un assestamento al -2,4 per cento), mentre il recupero nel 2013 dovrebbe arrestarsi a -0,2 per cento anziché raggiungere il previsto +0,5. Dati non inattesi e non confortanti, che però andrebbero letti – non in chiave consolatoria ma per una migliore consapevolezza di cosa si possa fare, e come, per aiutare l’economia – con i recentissimi dati relativi alla bilancia dei pagamenti.