Caro direttore, in un editoriale del 27 settembre lei mi ha indicato come un sostenitore, in concorso con altri, di un cattolicesimo che vorrei “insicuro nella dottrina”, aggiungendo altre accuse non lusinghiere e, soprattutto, infondate. Sono, ovviamente, sempre disponibile a misurarmi con critiche e contestazioni, ma credo di aver diritto ad essere giudicato per quel che sono e dico, non in base ad una rappresentazione non veritiera delle mie posizioni. Cordiali saluti. di Agostino Giovagnoli