Per giudicare senza paraocchi il senso dell’alleanza tra i neo-progressisti guidati da Pier Luigi Bersani e i vetero-progressisti guidati da Nichi Vendola bisogna mettere per un attimo da parte la tentazione di etichettare il progetto come una semplice riproposizione in chiave moderna della vecchia Unione prodiana e provare ad andare dritti al cuore della vera questione che si nasconde dietro il così detto (la definizione è naturalmente vendoliana) “polo della speranza”.