E' un gioco di equilibrio, di fiducia, di coraggio. E' una questione di sensibilità, di istinto, di percezione. E' saltellare su fili invisibili, pietra su pietra, è non rallentare, perché rallentare è peccato, non frenare perché inutile, un azzardo. E' volteggio e danza. E' un viaggio per la pianura francese, tra panorami di campi e qualche collina morenica che sembra stata buttata lì a caso, lungo un piano che sembra infinito non fosse per qualche albero o foresta che interrompe l'immobilità del paesaggio. E' Francia ma solo sulla carta, solo per scherzo, perché tutto odora e profuma di Belgio, sarà l'Albo d'oro, saranno le strade, sarà l'architettura dei pochi centri abitati che si incontrano lungo il percorso di Giovanni Battistuzzi