La democrazia è una cosa troppo importante, perfino in Italia, per pensare che possa essere messa a repentaglio dal decreto arrangiato di una maggioranza pasticciona in fatto di liste elettorali, controfirmato con molte buone ragioni sostanzialiste dalla presidenza della Repubblica e già smentito da una sentenza del Tar. Talmente importante, la democrazia, da restare indifferente anche alla dismisura con la quale la prima commissione del Csm allarma la cittadinanza sulle intemperanze verbali di un presidente del Consiglio esulcerato dalla propria battaglia quindicennale con la corporazione dei togati.