Mario Draghi e Mario Monti stanno emergendo come grandi tecnici con abilità politica, capaci di traghettare l’Italia e, a ben guardare, l’Eurozona, fuori dalla crisi per la quale rischiavano di implodere. Vi è un collegamento fra le due grandi operazioni intraprese dall’uno e dall’altro: il decreto “Salva Italia” e la connessa politica del rigore di Monti, che porta il nostro paese al virtuale pareggio di bilancio nel 2013 – anche a prezzo di una recessione superiore al 2 per cento del pil che difficilmente un governo a maggioranza Pdl o Pd avrebbe potuto reggere –, e il nuovo strumento di intervento di Draghi, che comporta l’acquisto senza limiti di titoli con maturità massima triennale degli stati che accetteranno le condizionalità europee ed eventualmente del Fondo monetario internazionale (Fmi).