“Sia ben chiaro: io mi faccio domande sul futuro della Fiat, ma mi guardo bene dal giudicare Marchionne”. Ci mancherebbe altro: per Riccardo Ruggeri, da buon torinese, la Fiat sta nel Dna, un carattere che si sviluppa lungo una vita intera: a 19 anni operaio a Mirafiori, studente la sera; a 56 anni, da manager, ai vertici della fusione tra Fiat e Ford in New Holland e membro del comitato strategico del Lingotto.