Non porta certo decoro al sacro principio d’indipendenza della magistratura questo opaco traccheggio tra Rosario Crocetta, presidente della regione siciliana, e Antonio Ingroia, il pm palermitano che voleva farsi leader e che dopo il tonfo elettorale rischia di essere spedito dal Csm al tribunale di Aosta, lontano, troppo lontano dalla succosa pugna politica. I due si parlano. “Ci incontriamo”, dice il governatore delle due Sicilie (una è quella disgraziatissima che sta affondando, l’altra è quella che lui racconta a Daria Bignardi, a Fabio Fazio e a Massimo Giletti). “Ci incrociamo”, conferma il magistrato interpellato dal Giornale.